Uno studio identifica tutti i tatuaggi di Oetzi la mummia del Similaun

leref=Un segno scoperto sul torace e mai rinvenuto prima riapre il dibattito sull’uso preistorico dei tattoo: simboli, espressioni di carattere religioso o segni di terapie?
Milano, 26 gen. (AdnKronos Salute) – Il corpo di Oetzi, ‘l’uomo venuto dal ghiaccio’, continua a raccontare. Da uno studio arriva ora la mappa completa dei suoi tatuaggi. Perche’ l’Iceman, la mummia rivenuta nel 1991 sul ghiacciaio del Similaun, nelle Alpi Venoste, dopo un ‘oblio’ durato 5.300 anni, era ricoperta di incisioni. E i ricercatori dell’Eurac (Accademia europea di Bolzano), con una tecnica fotografica sofisticata e non invasiva, ne hanno trovate di nuove. In particolare, un segno scoperto sul torace e mai notato prima riapre il dibattito sull’uso preistorico dei tattoo: simboli, espressioni di carattere religioso o segni di terapie? Mentre prosegue il lavoro di ricostruzione delle abitudini del tempo, gli scienziati continuano a classificare le loro scoperte. I tatuaggi dell’Iceman erano stati notati fin dal giorno del suo ritrovamento, il 19 settembre 1991.

Ma, spiegano gli autori dello studio pubblicato su ‘Journal of Cultural Heritage’, il colore scuro della pelle della mummia rende difficile l’osservazione a occhio nudo. Attraverso il ricorso a tecniche fotografiche e’ stato possibile individuare e classificare anche tatuaggi presenti negli strati piu’ profondi della cute. Il metodo usato da Marco Samadelli, ricercatore dell’Istituto per le mummie e l’Iceman dell’Eurac, ha reso possibile la mappatura completa dei tatuaggi di Oetzi, “che sono tra i piu’ antichi al mondo presenti su un corpo mummificato“.
Il corpo dell’Iceman e’ stato fotografato da diverse prospettive attraverso tecniche multispettrali in grado di vedere dall’infrarosso all’ultravioletto. Un lavoro che ha permesso di identificare con precisione anche tatuaggi situati negli strati piu’ profondi della cute e quindi non visibili ad occhio nudo. I 61 tatuaggi rinvenuti sul corpo di Oetzi sono linee lunghe dai 7 millimetri ai 4 centimetri, nella maggior parte dei casi disposte parallelamente in gruppi di due, tre o quattro linee. Tra questi anche due croci.

Ma a catalizzare l’attenzione della scienza e’ un nuovo tatuaggio situato a destra sul basso torace, in una posizione insolita rispetto agli altri tatuaggi collocati soprattutto sugli arti inferiori, nella zona compresa tra il ginocchio e il piede. Basandosi sulla posizione dei tatuaggi, alcuni studiosi avevano ipotizzato che si trattasse di un trattamento terapeutico, una sorta di agopuntura, per alleviare il dolore alle articolazioni. Il nuovo tatuaggio sul torace riaccende il dibattito. E lo studio offre un ulteriore tassello agli antropologi per capire se al tempo i tatuaggi avessero una valenza terapeutica, simbolica o religiosa.
Lo speciale servizio fotografico e’ stato svolto nella cella che ospita l’Iceman all’interno del Museo archeologico dell’Alto Adige. “Ogni foto – spiegano gli esperti – e’ stata scattata 7 volte, ognuna con una diversa lunghezza d’onda in modo da raggiungere le diverse profondita’ a cui le polveri di carbone usate per i tatuaggi si sono depositate. Per gli strati piu’ superficiali sono sufficienti i raggi ultravioletti, per quelli piu’ profondi gli infrarossi“.

(Adnkronos)

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