Un'altra italiana che se ne va

L’acquisizione di una piccola agenzia di marketing da parte di un pesce più grosso è lo spunto per un’amara riflessione sull’odierno mondo del lavoro.

La francese NetBooster ha acquistato ADVance, un’agenzia interattiva di marketing online. Il gruppo NetBooster, anche se non può essere definita una multinazionale, ha interessi in diversi paesi europei avanzati dal punto di vista dell’informatizzazione ed è rappresentata anche in altri. E’ sicuramente un riferimento nel proprio segmento di mercato e da qualche anno è in forte espansione, tanto è vero che ha potuto acquisire l’intero pacchetto di ADVance marchio compreso, confermando il management e tutti i 25 dipendenti nelle attuali posizioni economiche. Tuttavia ciò che si legge nel comunicato stampa rilasciato dalla cedente lascia un po’ perplessi. Ovvio che NetBooster abbia in qualche modo imposto il reinvestimento nel proprio azionariato di gran parte del capitale sborsato per l’acquisto; un po’ meno ovvia è la sorte futura dei dipendenti che nulla hanno da investire nella nuova proprietà al di fuori della propria professionalità.
L’accaduto merita una piccola ma non disattenta riflessione, in quanto racconta abbastanza bene quanto sta avvenendo un po’ dappertutto e a tutti i livelli. Una volta e in tempi poi non così lontani, forse si tendeva di più ad associare le imprese concorrenti invece di acquisirle; operazione quest’ultima costosa, spesso traumatica e soprattutto di nessuna garanzia per alcune realtà lavorative poi magari messe in condizioni di dimettersi, oppure licenziate perché scartate come una buccia vuota dopo che il nuovo proprietario ne ha assorbita la polpa.
Il mercato delle imprese e per conseguenza del lavoro è diventato internazionale e non solo paneuropeo, mentre le legislazioni nazionali in materia di tutela del lavoro sono rimaste ferme a vent’anni addietro. Troppo facile diventa fare offerte vantaggiose e che quindi "che non è possibile rifiutare" e poi magari quadrare i bilanci mediante ristrutturazioni e revisioni degli obiettivi subito dopo.
Nessun danno d’immagine, nessun clamore sui giornali, nessuno che stia a sentire: le decisioni che contano vengono prese altrove. Solo i problemi restano, per le famiglie ma anche per la nazione, che lavora e produce soprattutto attraverso imprese di piccole o anche minime dimensioni.

da www.zeusnews.it 

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