Una popolazione africana ha sviluppato un linguaggio comune con gli uccelli

Una popolazione africana è in grado di parlare con gli uccelli per trovare il miele!
Se nei nostri paesi, così moderni e globalizzati, siamo ormai abituati quando abbiamo bisogno di qualsiasi cosa ad andare al supermercato e trovarla, in alcune parti del mondo le cose sono ancora molto più primitive. In alcuni posti ci sono problemi a trovare anche solo l’acqua, e il cibo non è mai una certezza. Così alcune popolazioni si sono ingegnate come meglio potevano, e un esempio unico è quello di un gruppo di persone del Mozambico, che ha trovato un modo molto particolare per reperire il cibo.

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Questi uomini hanno creato una sorta di simbiosi con alcune specie di uccelli che vivono in quella zona, e che collaborano per un obiettivo comune: trovare il miele, alimento utile tanto agli esseri umani quanto agli uccelli stessi. Questa abilità si tramanda da centinaia di anni, con gli uomini che hanno inventato un linguaggio particolare per comunicare con gli uccelli, e gli uccelli che comunicano agli uomini, con particolari fischi, che hanno trovato un alveare. I bambini, e i pulcini, imparano questo linguaggio dai rispettivi genitori e così la simbiosi (perché scientificamente si parla di una simbiosi) va avanti.

In questo modo, gli uomini “dicono” agli uccelli che hanno bisogno di miele, e gli uccelli, dopo averlo cercato, avvertono gli uomini di aver trovato un alveare. Il rapporto si basa sul fatto che gli uccelli sono bravissimi ad individuare gli alveari, ma per loro è pericoloso prendere il miele a causa delle api; così accompagnano gli uomini dove si trova l’alveare e loro, grazie al fuoco che spaventa le api, prendono il miele, lasciandone una parte anche all’uccello. Un rapporto davvero unico.

La cosa particolare di questo sistema, secondo gli stessi ricercatori, è che il rapporto è diverso da quello che si viene a creare, ad esempio, tra uomo e cane. Il rapporto di domesticazione, infatti, va a creare una gerarchia sociale in cui l’uomo comanda e il cane esegue avendo in cambio il suo cibo; gli uccelli, invece, non sono addomesticati. Ognuno dei due gruppi (uomo e uccello) ha gerarchie ben definite e queste sono separate, se non per il rapporto di collaborazione che viene messo in atto solamente nel momento in cui c’è necessità di cercare del cibo.


Questi particolari uccelli, appartenenti alla famiglia Indicatoridae, sono chiamati anche “Guide per il miele”, o “Honeyguide” in inglese, proprio per questa attività per cui sono conosciuti da secoli. E’ interessante vedere come in un mondo dove i danni all’ambiente si fanno sempre più gravi e difficili da risolvere l’uomo riesca ancora a creare un rapporto così profondo con la natura che lo circonda. Uno dei rari esempi di simbiosi dell’uomo con specie animali diversi che speriamo non vada perso a causa della modernità.

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