Una poesia: One day I wrote her name

Oggi dedico ai lettori di questo blog una poesia: One Day I Wrote Her Name, di Edmund Spenser (1552–1599).
Ho provato a farne una “grossolana” traduzione ed un video che vi sottopongo:

 

In lingua originale

One day I wrote her name upon the strand,
But came the waves and washèd it away:
Again I wrote it with a second hand,
But came the tide and made my pains his prey.
Vain man (said she) that dost in vain assay
A mortal thing so to immortalise;
For I myself shall like to this decay,
And eke my name be wipèd out likewise.
Not so (quod I); let baser things devise
To die in dust, but you shall live by fame;
My verse your virtues rare shall eternise,
And in the heavens write your glorious name:
Where, when as Death shall all the world subdue,
Our love shall live, and later life renew.

Mia “grossolana” traduzione


Un giorno scrissi il suo nome sulla sabbia,
ma vennero le onde e lo cancellarono:
lo scrissi di nuovo, con l’altra mano,
ma venne la marea a depredare le mie fatiche.
“Uomo sciocco – mi disse Lei – che tenti invano
d’immortalare una cosa mortale:
poiché io stessa perirò allo stesso modo,
e persino il mio nome sarà spazzato via”.
“No – risposi – lascia che siano le cose meschine
a morire e farsi polvere; tu invece vivrai nella gloria:
i miei versi eterneranno le tue rare virtù
e scriveranno nei cieli il tuo nome glorioso.
E nei cieli, mentre la morte abbatterà il mondo intero,
vivrà il nostro amore, rinnovando un’altra vita”.

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