Una massiccia eruzione vulcanica ha cambiato il volto di Marte

Secondo un nuovo studio il volto di Marte sarebbe cambiato completamente a seguito ad una massiccia eruzione vulcanica

Una massiccia eruzione vulcanica, molte migliaia di volte più grande rispetto a qualsiasi altra eruzione osservata sulla Terra (o in qualsiasi altra zona del Sistema Solare) ha completamente cambiato il volto del pianeta Marte, proprio nel momento stesso in cui è iniziata la vita sulla Terra. Il Pianeta Rosso come lo osserviamo ora attraverso telescopi e binocoli è inclinato sul suo asse fino a 25° rispetto alla sua posizione originale, ben 3 miliardi di anni fa.  Gli scienziati, in particolar modo, hanno calcolato che la creazione della cupola di Tharsis, che ha un diametro di oltre 5000 km (ed è anche il più grande “affioramento” vulcanico presente nel sistema solare) ha spostato il centro di gravità di tutto il pianeta, modificandone completamente tutte le caratteristiche iniziali. Secondo il nuovo studio, infatti, i poli marziani si sono spostati tra i 20 e i 25°, il che potrebbe spiegare il motivo per cui Phoenix Lander della NASA ha rilevato la presenza di acqua ghiacciata in quella che una volta era la calotta polare.

Marte

Marte, una massiccia eruzione vulcanica ne ha cambiato il volto

Quando la cupola si è formata è divenuta poi così grande che il Pianeta non era più stabile. Tharsis ha dovuto spostarsi verso l’equatore, infatti, per riguadagnare stabilità. E’ stato, questo, un lungo processo durato tra i 10 e 20 milioni di anni fa”, riferisce il professor Sylvain Bouley, dell’Université Pari-Sud. La regione vulcanica Tharsis è molto più grande di qualsiasi altra struttura mai osservata sulla Terra; il dottor Bouley stima che deve essere di circa 10.000 volte la dimensione dei vulcani giganti presenti alle Hawaii, una dimensione questa che ha permesso un cambiamento drammatico e permanente nel paesaggio marziano. “Marte era un pianeta molto diverso da quello che siamo in grado di osservare oggi; abbiamo bisogno di capire come il paesaggio è cambiato nel corso del tempo se vogliamo ottenere il meglio dalle future missioni sul pianeta”, conclude il dottor Bouley.

articolo di  Rinaldo Cilli

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