Un nuovo materiale potrebbe trasformare l’infrarosso in luce visibile

Un rivoluzionario materiale ideato in Germania permetterebbe di trasformare le onde infrarosse in onde della luce visibile. In pratica, qualsiasi cosa adesso produca calore, produrrà luce.

Quella che vi riportiamo oggi è una notizia, per adesso riferita ad una tecnologia sperimentale, che potrebbe cambiare radicalmente il nostro modo di produrre luce, consentendoci di avere a disposizione tantissima energia in modo completamente gratuito: grazie ad un materiale sviluppato in Germania, infatti, sarebbe possibile trasformare la luce infrarossa in luce dello spettro del visibile, che possa colpire i nostri occhi permettendoci di vedere. Detta così potrebbe sembrare una cosa da poco, ma non lo è. Affatto.

Molti oggetti che ci circondano producono luce infrarossa, che il nostro corpo non ci permette di vedere grazie agli occhi ma ci permette di percepire, sotto forma di calore. Tra gli oggetti che possono produrre energia alla lunghezza d’onda dell’infrarosso (o, in altre parole, luce infrarossa) c’è nientemeno che il nostro corpo, così come il corpo del nostro cane o del nostro gatto domestico. Siamo tutti produttori di energia, solo che la produciamo ad una lunghezza d’onda che gli occhi non possono vedere. Infatti al buio si può percepire il calore di un’altra persona, ma non la si può vedere.

Il materiale è stato composto da stagno e zolfo i cui atomi, se vengono disposti in un certo modo, acquisiscono la capacità di rendere visibile la luce infrarossa. Una cosa che, ad oggi, è di per sé già possibile (pensiamo agli occhiali ad infrarossi in dotazione ai militari) ma funziona spendendo energia, perché i dispositivi sono colpiti dagli infrarossi e loro, che sono piccoli computer, “traducono” il segnale in luce visibile attraverso uno schermo. Qui, invece, il processo sarebbe completamente automatico: qualunque luce infrarossa attraversi il materiale diventerebbe visibile. Insomma il calore, il semplice calore, potrebbe illuminare la stanza in cui ci troviamo.

L’impiego più naturale a cui si pensa è, ovviamente, quello delle lampadine. Le lampadine emettono luce, sì, ma anche calore, che viene disperso e non serve a nulla. In questo modo il calore che passa dal materiale diventa anch’esso luce, e la lampadina illumina di più. O illumina a parimerito rispetto a prima ma consumando meno energia. Se, quindi, i Led per le lampadine sono stati una rivoluzione perché disperdono meno energia rispetto alle “vecchie” lampadine a incandescenza, questo materiale potrebbe essere una nuova rivoluzione simile a quella.

Ma oltre alle lampadine gli impieghi sono molto più futuristici: le cose che emettono calore come frigoriferi, macchinari industriali, computer, potrebbero emettere allo stesso tempo anche luce, se schermati con questo materiale (ovviamente nei limiti del possibile). E addirittura potremmo metterci dei piccoli pannelli, o dei veri e propri mantelli, sul nostro corpo, per illuminare posti bui senza bisogno di alcun tipo di batteria, in una specie di “mantello luminoso”: le prospettive, insomma, sono tante per un materiale che, peraltro, sarebbe davvero economico da produrre.

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