Ufologia – Cerchiamo gli alieni? Prima cerchiamo i veri ufologi

Ricevo dall’amico Paolo Toselli, oggi esponente del Cisu, questo contributo che volentieri pubblico.

Era il 22 gennaio 1974 e la data la scrissi sul calendario.
Non ancora quattordicenne, con alcuni amici, e in particolare con il compagno di scuola Enrico Ferraris, formavo un gruppo giovanile di appassionati del fenomeno Ufo denominato pomposamente “Associazione Controllo Oggetti Misteriosi”, in sigla A.C.O.M.
Il mio interesse per l’argomento era nato alcuni mesi prima, agli inizi dell’estate 1973. Erano i tempi dei telefilm del comandante Straker, a capo della Shado, e io non perdevo una puntata.
Contemporaneamente ero stato attirato da una rivista mensile che avevo acquistato in edicola, “Il Giornale dei Misteri“: promuoveva l’aggregazione di persone con interessi nelle tematiche dell’insolito. Conservo ancora gelosamente la tessera che mi era stata rilasciata in qualità di rappresentante di un “Gruppo di Ricerca”.
Cominciai anche ad acquistare libri su Ufo e argomenti affini, oltre a intraprendere una fitta corrispondenza epistolare con altri appassionati, dalla Calabria al Trentino.
Rammento i pomeriggi trascorsi nelle sale della vecchia sede della biblioteca di Alessandria a sfogliare le annate rilegate dei quotidiani alla ricerca di articoli sugli oggetti non identificati e argomenti simili che puntualmente trascrivevo a mano su appositi quaderni. Il 1974 è stato per giunta l’anno col maggior numero in assoluto di avvistamenti Ufo nella provincia di Alessandria: 50 casi in totale, con la massima concentrazione tra la primavera e l’estate. In parte, l’elevata quantità può essere attribuita proprio all’iperattivismo dei componenti dell’appena costituita A.C.O.M.: ricordo come se fosse ora il lavoro di “investigazione” che svolsi quell’estate.
I quotidiani riferirono in più riprese delle evoluzioni di strane luci ed oggetti nei cieli cittadini e di altre località della provincia. In quei giorni, però, io trascorrevo le vacanze in Liguria: solo al mio rientro potei andare alla ricerca dei testimoni oculari per raccogliere dalla loro viva voce le esperienze che avevano vissuto.
Tutti, malgrado la mia giovane età, si mostrarono ben disposti a collaborare e a compilare e a sottoscrivere le schede segnaletiche di avvistamento. In bicicletta, da solo o in compagnia di qualche altro componente dell’A.C.O.M., giravo la città spingendomi sino alle frazioni e ai paesi limitrofi. I resoconti delle nostre indagini trovavano spazio sia sul già citato “Giornale dei Misteri”, sia su una pubblicazione autoprodotta con l’unico mezzo all’epoca abbordabile, il ciclostile messomi gentilmente a disposizione dalla parrocchia di Sant’Alessandro. Intitolata “Notiziario Ufologico A.C.O.M.“, ne realizzammo 13 numeri, l’ultimo datato dicembre 1979 quando diventai rappresentante provinciale del più noto Centro Ufologico Nazionale (CUN).
Poi, assieme ad altri colleghi “ufologi”, nel 1985 contribuii alla costituzione del Centro Italiano Studi Ufologici (CISU) di cui attualmente sono dirigente.
E con questo, la passione… continua! Ma confrontando l’attuale scenario di sedicenti esperti “ufologi”, tuttologi del mistero, alienologi, rapitologi, esopolitologi, complottisti dell’ultima ora, con quegli “anni d’oro”, non posso fare a meno di esprimere sconforto e compatire i suddetti “personaggi” per la loro stessa ingenuità e ignoranza.
Sì, ignoranza nel senso etimologico del termine: non sapere, non conoscere. Anche oggi si parla tanto di “non contatto” tra noi e gli ipotetici alieni. Ma il vero “non contatto”, la non comunicazione, che si spinge sino all’impossibilità di comunicare è, ancor prima, nel nostro “mondo Ufo”, cioè tra sedicenti ufologi e tra questi ultimi e gli elementi osservabili, forse gli unici, del fenomeno che dovremmo studiare, da analizzare: i testimoni.
Troppe chiacchiere, equivalenti ad un rumore assordante e inutile.

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