Sorpreso ‘a tavola’ il gigantesco buco nero al centro della Via Lattea

Chiamato ‘Sagittarius A’, il buco nero nel cuore della nostra galassia è un ‘mostro’ dalla massa pari a 4 milioni di volte quella del Sole

Image credit: NASA/CXC/MPE/G. Ponti et al.; Illustration: NASA/CXC/M. Weiss

Per la prima volta e’ stato sorpreso ‘a tavola’ il gigantesco buco nero al centro della Via Lattea: potrebbe aver mangiato le polveri di uno strano oggetto con la coda, passato nelle vicinanze, che forse e’ una stella avvolta in un bozzolo polveroso. In via di pubblicazione sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, la scoperta si deve a un gruppo di ricerca di cui fanno parte gli italiani Gabriele Ponti e Barbara De Marco, che lavorano in Germania all’Istituto Max Planck per la Fisica Extraterrestre. Chiamato ‘Sagittarius A‘, il buco nero nel cuore della nostra galassia e’ un ‘mostro’ dalla massa pari a 4 milioni di volte quella del Sole. I ricercatori lo tengono sotto controllo da 15 anni, con i telescopi spaziali ai raggi X Chandra e Swift della Nasa e XMM-Newton, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Normalmente dal buco nero si osserva un bagliore ai raggi X ogni dieci giorni, tuttavia, nell’ultimo anno, la frequenza delle emissioni e’ aumentata di ben 10 volte, cioe’ ne e’ stata registrata in media una al giorno. Questo aumento e’ avvenuto poco dopo il passaggio ravvicinato di un misterioso oggetto con la coda chiamato G2. I bagliori potrebbero essere le emissioni della materia strappata all’oggetto mentre cade sul buco nero prima di essere ‘divorata’. Resta da stabilire pero’ l’identita’ di G2. In un primo momento si pensava ad una nube di gas e polvere. Tuttavia, dopo il passaggio, il suo aspetto non e’ cambiato molto; se fosse stata una nube ne sarebbe uscita a brandelli, invece l’oggetto si e’ solo un po’ allungato per effetto della gravita’ del buco nero. Allora e’ stato ipotizzato che sia una stella avvolta in un bozzolo polveroso. Gli autori non sottovalutano neanche l’ipotesi che l’improvviso aumento di attivita’ potrebbe rientrare nel comportamento normale di un buco nero. Per avere la conferma, rileva Barbara De Marco, sara’ cruciale tenere d’occhio il comportamento del buco nero nei prossimi mesi.

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