Selinunte: scoperta la più grande industria di ceramiche greche

Oggi propongo alla vostra attenzione una notizia un po’ datata essendo stata pubblicata da Meteoweb.eu nel settembre del 2014. Mi è parso comunque  doveroso riportarla per coloro ai quali è sfuggita. 
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Ha ottanta fornaci, si estende su un’area di 1.250 metri quadrati, nella valle del Cottone, ha una lunghezza di 80 metri ed e’ l’industria di produzione di terrecotte e ceramiche più grande del mondo antico mai ritrovata quella che il team dell’Istituto archeologico germanico di Roma e dell’Universita’ di Bonn, guidato dal professore Martin Bentz, ha studiato nelle ultime cinque settimane attraverso scavi svolti all’interno del parco archeologico di Selinunte.

L’importante notizia archeologica e’ stata resa nota in occasione, oggi, dell’ultimo giorno di scavi che in estate si ripetono ormai puntualmente dal 2010 e che grazie a finanziamenti dell’Istituto germanico di Roma potranno andare avanti per altri due anni.
Gli archeologi, che quest’anno hanno utilizzato anche il georadar per le loro indagini, hanno scavato tre sezioni dell’area che hanno permesso di ricostruire il quartiere industriale dell’antica colonia greca.
Il materiale riportato alla luce negli ultimi anni e anche questa estate e’ stato datato al V secolo avanti Cristo. Si ipotizza che la fornace più grande servisse per la produzione di tegole in terracotta e le altre più piccole per realizzare vasi, statue e altro materiale.
Gia’ lo scorso anno era venuta alla luce un’area ancora molto ben conservata, con pavimentato con tegole in terracotta e dotata di un pozzo profondo e con anelli, sempre in terracotta, dal quale, molto verosimilmente veniva prelevata l’acqua utile a lavorare l’argilla.
Durante gli ultimi scavi del 2013 era stata trovata anche una zona piu’ arcaica del quartiere, con ceramiche e terrecotte figurative prodotte in loco.

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