Scoperte due stelle “intruse” nella Via Lattea, arrivano dalla Grande Nube di Magellano.

Le analisi preliminari, riportate da Science, tratte dal catalogo di 1,3 miliardi di stelle compilato dal satellite Gaia, dell’Agenzia Spaziale Europea, hanno consentito la scoperta di due stelle “intruse” nella Via Lattea, velocissime, ma che arrivano da un’altra galassia, la Grande Nube di Magellano.

Grazie a Gaia, un’enorme banca dati è stata messa a disposizione di tutta la comunità scientifica: si è spalancata così la porta a nuovi studi con un dettaglio senza precedenti sulle stelle della nostra galassia, la loro distribuzione 3D e la loro evoluzione. Il catalogo descrive la posizione di circa 1,7 miliardi di stelle; per oltre 1,3 miliardi di stelle indica distanza, movimento e colori, per 7 milioni la velocità, di 161 milioni la temperatura e di 76 milioni ha misurato raggio e luminosità. Classificate anche 550.000 stelle variabili, scoperti 14.099 asteroidi e catturata la luce di mezzo milione di quasar.

La missione ha raccolto 1,5 milioni di gigabyte di dati, elaborati al Data Processing and Analysis Consortium, il consorzio che comprende 400 ricercatori e al quale l’Italia partecipa con l’Inaf (strutture di Bologna, Roma, Catania, Firenze, Napoli, Padova, Teramo e Torino, e l’Asi (Space Science Data Center e centro Dpct di Torino).

Ora, il gruppo guidato da Tommaso Marchetti all’università di Leida, si è focalizzato sulle stelle che si muovono velocemente, in quanto ripercorrendo all’indietro la loro traiettoria, è possibile risalire al luogo da dove arrivano. Delle 28 studiate, è emerso che almeno due arriverebbero da un’altra galassia, forse la Grande Nube di Magellano. Grazie ai dati di Gaia, è stato confermato che anche un’altra stella velocissima, nota dal 2005 e chiamata HVS3, arriva dalla Grande Nube di Magellano, come dimostra Denis Erkal, dell’università del Surrey.

Gli astronomi ipotizzano che tali stelle potrebbero aver ricevuto un’accelerazione dalla forza di gravità di un grande buco nero presente nella Grande Nube di Magellano.

 

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