Santa Tecla di Iconio

Tecla, nativa dell’Asia minore, è, fra le sante che portano questo nome, quella di cui si hanno notizie più certe. Sappiamo che era una giovane vergine, originaria di Iconio, seguace dell’apostolo Paolo.

Santa Tecla (autore a me ignoto)

Santa Tecla (autore a me ignoto)

Tecla era fidanzata con Tamiri, ma ascoltando le parole di Paolo che predicava la castità, decise di rompere la sua promessa di matrimonio. Tamiri offeso denunciò lei e Paolo al governatore, che giudicò l’istigazione alla castità, una predicazione molto pericolosa perché in pratica concedeva alla donna la possibilità di gestire la propria sessualità e questo contraddiceva tutte le regole del tempo. Paolo fu condannato alla fustigazione e Tecla fu condannata ad essere arsa viva. Era già stata preparata per l’esecuzione quando un temporale rese impossibile accendere il fuoco e un terremoto scosse la città. Paolo e Tecla riuscirono a fuggire e giunsero ad Antiochia, dove un alto notabile notò la ragazza e se ne invaghì, lei rifiutò le sue attenzioni e fu condannata ad essere sbranata dai leoni. Nell’arena mentre le belve si avvicinavano una leonessa, si frappose fra lei e gli altri leoni e la salvò. Non paga entrò in una vasca, dove c’erano degli squali e si battezzò. Naturalmente gli squali non le fecero nulla ma il fatto eccezionale che colpì tutti, fu che per la prima volta una donna officiava un battesimo, prerogativa assolutamente maschile. Si ritirò quindi in una grotta, dove accoglieva chi voleva seguire i suoi insegnamenti, compì miracoli, fu venerata come una santa e visse fino a tarda età.

Duomo di Milano: transetto sinistro. L'altare di Santa Tecla (fine del sec. XVI) esibisce una pala  di Santa Tecla fra i leoni, scolpita da Carlo Beretta (1754). Foto di Giovanni Dall'Orto, 6/12/2007

Duomo di Milano: transetto sinistro. L’altare di Santa Tecla (fine del sec. XVI) esibisce una pala
di Santa Tecla fra i leoni, scolpita da Carlo Beretta (1754). Foto di Giovanni Dall’Orto, 6/12/2007

Vergine protomartire, venerata a Seleucia (la moderna Selefkie in Asia Minore) è la santa, fra le molte che portano questo nome, di cui si posseggono i documenti più antichi e il cui culto ha avuto una diffusione straordinaria sia in Oriente che in Occidente. Santuari in suo onore sorsero in tutto il mondo antico. A lei era consacrata la chiesa su cui è stato costruito il Duomo di Milano. Dipinti, statue, ipogei, lapidi, affreschi sono sparsi in tutto il mondo allora conosciuto specie in Spagna e Germania, tutti raffiguranti momenti e simboli del suo leggendario martirio. La si vede quasi sempre con un leone a fianco per la tortura subita con le belve e una colonna con il fuoco alla base, simbolo del suo martirio. Altra leggenda vuole che la santa vivesse negli ultimi anni della sua vita in grotte sotto una collina: all’approssimarsi dei nemici, era penetrata nella roccia che si era rinchiusa su di lei.

Pittura del Tiepolo a Santa Tecla d'Este nella chiesa a lei intitolata quale patrona del paese  e in ricordo dello scampato pericolo di una pestilenza.

Pittura del Tiepolo a Santa Tecla d’Este nella chiesa a lei intitolata quale patrona del paese
e in ricordo dello scampato pericolo di una pestilenza.

La Chiesa Cattolica commemora la martire Santa Tecla di Iconio il 23 settembre

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