Sandro Boccia, Io e i libri

biblioteca_romaQuando mi succede d’entrare in biblioteca o in libreria,
cosa per me usuale in quanto abituato a farlo, pur tuttavia
ogni volta provo sempre un certo non so che, un’emozione.
Son persona non più giovane che, con l’età, ha mantenuto
interessi e voglia d’esistere dopo aver tanto vissuto
ma sono i libri e la musica ad esser della mia vita la passione.
La mia famiglia, d’umili origini aveva pochi sostentamenti
e faceva tanti sacrifici: in casa si leggeva il “Messaggero”,
di domenica, il “Monello” e qualche “Gran Hotel” o “Bolero”
ma i libri, quelli veri, a casa nostra, erano assenti
eccezion fatta per qualche romanzo di London come “Zanna bianca”.
Il mio primo ingresso in biblioteca avvenne, a dirla franca,
verso i sedici anni e da quel momento mi si è aperto il mondo;
ho iniziato a viaggiare stando seduto in poltrona e in modo fecondo
ho apprezzato tanti sentimenti perché i libri mi arricchiscono la vita
trovando, nel medesimo volume, sempre qualcosa di novità infinita:
una frase, un passaggio, una riflessione che mi aiuta a risolvere
un problema, a pensare, a comprendere il perché delle cose.
Tutti i libri che ho letto mi hanno fatto sbocciare ,come le rose,
qualcosa dentro il cuore ma il Vangelo ha tolto tanta polvere
del mio oblio: nelle parole e nelle parabole di Gesù Nazareno
c’è sempre una strada, una parola d’amore di cui non si può fare a meno!

vangelo

Un lavoro in prosa rimata, anche se libera, di Sandro Boccia

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