‘Er pensiero de le bestie’ di Sandro Boccia

animali_intelligenti1Parecchio e tanto tempo fa’ scrisse su de noi prima Esopo,
e su quella scia FedroLa Fontaine e Trilussa doppo,
tutti ar solo e unico scopo de trarre una morale,
sur bene e sur male, della natura tipica animale,
paragonannola a quella dell’intera umanità,
barbara, ingiusta, orba e forse priva de pietà.
Poveri illusi! Dar giorno der peccato origginale
ner monno se pratica male er bene e bene er male.
L’esperienza insegna che pè noi bestie nun c’è sarvezza:
l’Omo ce molesta e ce mette er morso e la cavezza!

Mò semo puro condannate a sentì quest’artro autore,
che se chiama Sandro Boccia, ma anche questo cosa vole?

bocciaChed’è che ce vorrà dì co’ li sui versi, co’ le sue parole?
Forse se crede, poveretto, che ‘na morale buttata ar vento
po’ dell’Omo cambià in bene er farso sentimento,
perdonà tutti li sbaji e li rimorsi de coscienza,
che, come tarli, lo torturano durante l’esistenza?

animali_27Su’ annamo, damoje ebbene ascorto se volete
ma nun fateve illusioni e a la fin fine credete
che sulla terra mai eppoi mai cambieranno le cose:
le spine resteranno spine come le rose rose!
Questa e sortanto questa purtroppo è la verità
che co’ un pò de sale in zucca semo costrette a ascortà!

fiori_10

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