Un cavallo ed un maiale

Vi riporto un vecchio e sempre valido insegnamento che il web ci propone sotto forma di brevissimo racconto…

Un fattore comprò uno stallone da monta, un esemplare stupendo!

CavalloLo pagò una fortuna ma dopo un mese il cavallo si ammalò. Così il fattore, disperato, chiamò il veterinario:
– Beh… il suo cavallo ha un virus, deve prendere queste medicine per tre giorni, dopo il terzo giorno vengo a controllare. Se non si sarà ripreso dovremo abbatterlo!
Il maiale lì vicino ascoltò tutta la conversazione. Dopo il primo giorno di medicinali era tutto come prima! Il maiale si avvicinò al cavallo e gli disse:
– Forza amico, alzati!
Il secondo giorno la stessa cosa, il cavallo non reagiva.

cavallo-maiale– Dai amico, alzati, altrimenti dovrai morire! – lo avvisò il maiale.

Il terzo giorno gli diedero la medicina ma… niente! Il veterinario arrivò e disse:
– Purtroppo non abbiamo scelta, dobbiamo abbatterlo perché molto probabilmente ha un virus e potrebbe contagiare gli altri cavalli!
Il maiale sentendo questo, si precipitò ad avvisare il cavallo:
– Forza vecchio mio, il veterinario è arrivato, forza alzati, ora o mai più! Alzati subito, dai!!!
Il cavallo con un sussulto, si alzò e cominciò a correre!
– Miracolo… dobbiamo festeggiare! – gridò il fattore – Facciamo una festa! AMMAZZIAMO IL MAIALE!

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Morale: fatti sempre gli affari tuoi!

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Leggenda della Rosa di Natale

La figlia piccola di un pastore era intenta ad accudire il gregge del padre in un pascolo vicino Betlemme, quando vide degli altri pastori che camminavano speditamente verso la città. Si avvicinò e chiese loro dove andavano.
I pastori risposero che quella notte era nato il Bambino Gesù e che stavano andando a rendergli omaggio portandogli dei doni.
La bambina avrebbe tanto voluto andare con i pastori per vedere il Bambino Gesù, ma non aveva niente da portare come regalo.
I pastori andarono via e lei rimase da sola e triste, così triste che cadde in ginocchio piangendo.
Le sue lacrime cadevano nella neve e la bimba non sapeva che un angelo aveva assistito alla sua disperazione. Quando abbassò gli occhi si accorse che le sue lacrime erano diventate delle bellissime rose di un colore rosa pallido.
Felice, si alzò, le raccolse e partì subito verso la città. Regalò il mazzo di rose a Maria come dono per il figlio appena nato.  Da allora, ogni anno nel mese di dicembre fiorisce questo tipo di rosa per ricordare al mondo intero del semplice regalo fatto con amore dalla giovane figlia del pastore.

Testo tratto da:  ilmondodiaura

rosa_su_libro

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Tre poesie e tre rose

una_rosaLa rosa
di
Jorge Luis Borges

La rosa,
l’immarcescibile rosa che non canto,
quella che è peso e fragranza,
quella del nero giardino nell’alta notte,
quella di qualsiasi giardino e qualsiasi sera,
la rosa che risorge dalla tenue
cenere per l’arte dell’alchimia,
la rosa dei persiani e di Ariosto,
quella che sempre sta sola,
quella che sempre è la rosa delle rose,
il giovane fiore platonico,
l’ardente e cieca rosa che non canto,
la rosa irraggiungibile.

La rosa evocata da Jorge Luis Borges è quella che i poeti inseguono: quella rosa è l’immagine del mondo, che alla fine risulta essere immortale e irraggiungibile: Borges fa sue le parole di Rumi, fondatore dei “dervisci rotanti” e massimo mistico della letteratura persiana: “Ogni rosa, pregna di interno profumo, narra i segreti del tutto”. Questa è la rosa di Borges, ne percepisce la sua essenza metafisica, senza però riuscire a dire né a vedere: è l’inafferrabile per eccellenza. (stralcio da cantosirene)

rose treLa Vecchia
di
Rubén Darío

Allora la vecchia mi disse:
“Guarda questa rosa secca
che un giorno fu incantata
dallo sfarzo della sua stagione;
il tempo che sbriciola anche altissime mura
non priverà questo libro della sua saggezza.
In questi petali secchi c’è più filosofia
di quella che può darti la tua saggia biblioteca;
essa sulle mie labbra pone la magica armonia
con cui sul fuso incarno i sogni della mia rocca.”
“Sei una fata”, le dissi. “Sono una fata”, mi disse,
“e celebro l’esultanza della primavera,
donando vita e volo a queste foglie di rosa.”
Si trasformò in una principessa profumata
e nell’aria sottile, dalle dita della fata
volò la rosa secca come una farfalla.

Rubén Darío
Si chiamava Félix Rubén García-Sarmiento. Nacque a Metapa [Nicaragua] il 18 gennaio 1867. Studiò dai gesuiti, si laureò in lettere. Giornalista e diplomatico, fu in Cile Argentina Francia Spagna. A Paris incontrò Moréas e Verlaine e frequentò Mallarmé. In Spagna entrò in contatto con i novantottini, soprattutto Jiménez e Machado. Nel 1914 fu negli Stati Uniti per una serie di conferenze. Morì a León nel 1916.(stralcio da girodivite.it)

rosa_freschezzaIl tuo sorriso
di
Pablo Neruda

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

Pablo Neruda è stato un poeta, diplomatico e politico cileno, considerato una delle più importanti figure della letteratura latino americana contemporanea.
Neruda, nella poesia che vi propongo, immagina la sua donna come una rosa, una lancia che gli trafigge il cuore e gli fa provare il sentimento dell’amore, l’acqua che scoppia in un’onda che nasce velocemente.
Il sorriso della persona che si ama diventa difesa nei momenti pericolosi della vita come anche sentiero da seguire quando ci si sente smarriti; è pur vero che il sorriso della persona amata riempie il cuore di chi ama perchè l’amore triste non esiste!

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La pace perfetta

C’era una volta un re che propose di dare un premio a quell’artista che avrebbe dipinto il miglior ritratto della Pace.
Molti artisti tentarono.
Il re guardò tutti i ritratti, ma c’erano, secondo lui, solamente due che realmente fossero degli degni di essere premiati e che bisognava scegliere tra loro due.

Un ritratto rappresentava un lago calmo. Il lago era un specchio perfetto dove si rispecchiavano montagne torreggianti tutte d’intorno. Per di più c’era un meraviglioso cielo azzurro con nuvole bianche come la lana e sembrava di esserci.
Tutti vedevano questo ritratto e pensavano che era un ritratto perfetto per rappresentare la Pace.

Pace_perfetta
L’altro ritratto però aveva pure montagne, ma erano accidentate e spoglie. Sopra c’era un cielo adirato e perturbato come se stesse per scatenarsi la più tremenda perturbazione atmosferica, piena di lampi e fulmini.
In basso, da un lato della montagna c’era una cascata che spumeggiava. Sembrava un quadro che non offriva alcun appiglio al tema della Pace

Ma quando il re guardava da vicino, lui vedeva dietro la cascata un piccolo cespuglio che cresceva in una fessura nella pietra. Nel cespuglio un uccello mamma aveva costruito il suo nido. Là, nel mezzo del cespuglio di quell’acqua effervescente, stava accoccolata quella femmina di uccello dentro il suo nido e in pace perfetta.
Quale ritratto pensate che vinse il premio? Il re scelse il secondo ritratto.
Perché“, spiegò il re, “la Pace non vuole dire essere in un luogo dove non c’è nessun rumore, nessuna preoccupazione, nessun lavoro duro. La pace vuole dire essere nel mezzo a tutte quelle cose e rimanere ancora calmi nel proprio cuore. Questo è il vero significato della pace.

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