Raffaello – La Madonna Sistina

Raffaello - La Madonna Sistina

Raffaello – La Madonna Sistina

Titolo: La Madonna Sistina
Autore: Raffaello (Urbino 1483 – 152 0 Roma) Data: 1512/13
Tecnica e dimensioni: olio su tela, 269,5 x 201 cm
Ubicazione: Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, Gemäldegalerie/Pinacoteca Alte Meister, n. 93
Committenza: con ogni probabilità la committenza della “Madonna Sistina” fu conferita direttamente da Papa Giulio II. Nel luglio del 1512 in Vaticano giunse la notizia che la città di Piacenza sarebbe passato allo Stato Pontificio. Si ritiene che questo fu l’evento che diede al Pontefice lo spunto per disporre l’esecuzione del dipinto. La “Madonna Sistina” fu destinata alla chiesa del convento di San Sisto a Piacenza, cui il Santo Padre era legato da rapporti familiari. Visto che per Raffaello, il pittore del Rinascimento per antonomasia, non poteva esservi committente più illustre del Pontefice, il maestro non indugiò e si mise subito all’opera. Presumibilmente l’opera era stata già ultimata quanto il Papa passò a miglior vita nel febbraio del 1513, in ogni caso nel 1514 apparve sull’altare maggiore della chiesa piacentina ove fu apposta in occasione della consacrazione del tempio.
Il dipinto: la “Madonna Sistina” è uno dei capolavori rinascimentali più famoso al mondo. Mostra l’apparizione di Santi su un letto di nuvole. Al centro Maria con Gesù Bambino in braccio incede verso il mondo terreno. Discendendo dall’alto, da un cielo simboleggiato da innumerevoli eteree testine di cherubini, porta il Divino Pargolo al suo popolo. Alla sinistra, Sisto II (martire del III secolo) genuflesso le indica la via. A destra, umilmente inginocchiata, è Santa Barbara, che parimenti subì il martirio nel III secolo. Il maestro li ha rappresentanti in quanto ambedue i santi venivano venerati presso l’altare maggiore della chiesa del convento di San Sisto a Piacenza. I due angioletti, simpatici e pensierosi, appoggiati al parapetto sul bordo inferiore sono stati aggiunti da Raffaello in un secondo tempo per ragioni compositive.
L’immagine dell’apparizione: a differenza di altri dipinti quali la “Madonna di Foligno” di Raffaello (Pinacoteca Vaticana), ove la visione è impostata secondo canoni classici, per cui il committente è esterno alla visione stessa, il maestro nella “Madonna Sistina” ha ideato una soluzione assolutamente inedita ed innovativa per lo stesso motivo iconografico. Qui infatti l’intera scena è coinvolta nell’epifania: le figure, sospese sulle nuvole, si manifestano agli occhi dello spettatore.
L’acquisto per Dresda: Augusto III, principe elettore di Sassonia e re di Polonia, desiderava per la sua pinacoteca a Dresda un’opera autentica e rappresentativa di Raffaello. Dopo lunghe ricerche approdò alla “Madonna Sistina”. Le trattative per l’acquisto, farraginose e più volte sul punto di fallire, si protrassero per più di due anni finché l’ancona di Raffaello giunse a Dresda il 1 marzo del 1754.

La fama del dipinto: la “Madonna Sistina” rimase per quasi 250 anni nella sua ubicazione originaria a Piacenza pressoché negletta. L’acquisto da parte di Augusto III sollevò interesse nei confronti dell’opera che trovò sempre più considerazione. Ma furono soprattutto gli esponenti del classicismo e del romanticismo a riscoprirla attorno al 1800 per il proprio diletto. Fu allora che si prese a copiare i due angioletti come soggetti indipendenti e tuttora sono uno dei motivi iconografici più riprodotti al mondo.
Oggi come oggi la “Madonna Sistina” è considerata uno dei massimi capolavori del Rinascimento, nota in tutto il mondo alla stregua della “Gioconda” di Leonardo e della “Venere” del Botticelli.

testo tratto da mv.vatican.va

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