Rabat Tepe, le lastre di pietra e gli Urartei

https://i2.wp.com/www.tanogabo.it/images/Rabat-tepe.jpg?resize=225%2C159La prima stagione di scavo a Rabat Tepe ha condotto alla scoperta di lastre di pietra di 3,000 anni or sono, della dimensione di 180×80 cm, reperti del tutto inediti per i siti storici dell’Urartu. Simili elementi erano stati trovati finora solo in siti storici dell’Antica Roma e dell’Antico Iran. Rabat Tepe è situata presso la città di Sardasht nella provincia Iraniana dell’Est Azerbaijan. Si ritiene che questa collina ospitasse la capitale del governo di Musasir circa 3,000 anni or sono.
Prima di iniziare le operazioni di scavo, l’area era stata stimata in circa 14 ettari, ma i recenti scavi hanno portato gli archeologi ad estenderla a 25.
“La prima stagione di scavo nella città di Rabat ha condotto alla scoperta di strutture di pietra circolari, che non erano mai state viste prima in siti storici della civiltà Urartu. Consistono essenzialmente di sette intricati circoli che misurano 180×80 cm” ha dichiarato Reza Heidari, archeologo dell’Organizzazione per il Patrimonio Culturale ed il Turismo dell’Azerbaijan occidentale.
La prima stagione di scavo nella regione ha portato inoltre alla scoperta di alcune dee alate, di cui una nuda, che hanno attratto l’attenzione di studiosi stranieri e dei media. Si ritiene che tali dee alate provenissero dalla Grecia.
Il reperto è stato scoperto durante la prima fase di scavi portati avanti al sito. Bassorilievi simili non erano mai stati trovati nel paese fino ad ora.
La parte superiore delle dee ricorda una donna e la parte inferiore è simili ad un animale come un cervo o una mucca con ali ad entrambi i lati. “Simili bassorilievi ritraenti dee alate non erano mai stati trovati prima, nemmeno alla Persepoli, con tutta la sua grandezza.

https://i2.wp.com/www.tanogabo.it/images/images11/cuneiform-Rabat-Tepe2.jpg?resize=450%2C293

“Le strutture sono costituite da pietre di fiume ovali, messe insieme in modo artistico ed incorniciate da mattoni. Questo tipo di disposizione era stata osservata finora solo tra i resti dell’antica Roma e dell’antico Iran. Come il popolo di questa regione possa avere appreso quest’arte è un interrogativo cui si potrà rispondere solo dopo scavi e ricerche accurati” ha spiegato Heidari.

Altra domanda riguarda l’uso dei colori nel corso della prima Età del Ferro nei siti storici. E ancora, non è ancora chiaro cosa intendessero simboleggiare le dee alate in questa regione ben 3,000 anni or sono.

Nel suo strato superiore, Rabat si data attorno al 1,000 a.C. E’ uno dei siti archeologici più ricchi dell’Iran nord-occidentale. Gli archeologi avevano stimato le dimensioni del sito attorno ai 4 ettari, ma nuovi studi hanno esteso l’area a 25. l team di archeologi al lavoro ritiene che Rabat Tepe fosse sede del governo di Musasir circa 3,000 anni or sono.

Musasir fu uno stato semi-indipendente lungo i confini di Mannai tra l’Assiria ed Urartu. Fu stato vassallo dell’Assiria, anche se Urartu vantava alcune pretese sulla sua sovranità.
Gli esperi ritengono che vi fosse un’antica città, situata probabilmente presso la parte superiore del Fiume Great Zab, tra il Lago Urmia ed il Lago Van, nell’attuale Turchia. Musasir fu particolarmente importante durante la I metà del primo millennio a.C. ed è nota primariamente per i rilievi e le iscrizioni risalenti al tempo del regno del re Assiro Sargon II, che la conquistò nel 714 a.C. Secondo le iscrizioni, Sargon saccheggiò inizialmente il palazzo e le sale che appartenevano ad Urzana, re di Musasir, e quindi depredò i contenuti ancora più ricchi del tempio di Haldi, il dio dell’antico regno di Urartu.


GLI URARTEI

Lo stato Urartu, che è menzionato per la prima volta nei testi cuneiformi del re assiro Salmanasar I nel XIII sec.a.C., è stato annientato dalle invasioni dei popolo dei Medi e degli Sciti provenienti dal nord, verso il 600 a.C. Gli Urartei non sono né indoeuropei né semiti. Gli studi condotti sulla lingua d’Urartu rivelano che essi parlavano un dialetto affine all’hurritico Gli Hurriti vivevano nella medesima regione circa mezzo secolo prima e avevano fondato contemporaneamente agli Hittiti uno stato che s’estendeva fino ad Antakya. Si deduce perciò che gli Urartei fossero della medesima origine degli Hurriti. Essi pure non sono rimasti al di fuori dall’influsso assiro e, all’inizio, fecero uso della lingua e della scrittura degli Assiri. E’ stato possibile leggere l’urartu grazie a testi bilingui assiro-urartu. La corrispondenza, assai rara, ufficiale o commerciale, si faceva su tavolette di terracotta.
In certi documenti cuneiformi urartu si parla delle vittorie riportate dai re d’Urartu, dei prigionieri e dei tributi di guerra, delle costruzioni di canali d’irrigazione, di fortezze e di templi. Nei testi gli Assiri parlano della fertilità delle terre d’Urartu e delle ricchezze dei suoi templi e dei magazzini di stato
Questi testi confermano, d’altra parte, che gli Urartei conoscevano bene sia l’arte che la tecnica di costruzione di grandi canali, di laghi artificiali, nonché l’irrigazione ed il prosciugamento delle paludi

https://i1.wp.com/www.tanogabo.it/images/images11/Urartu_743.jpg?resize=600%2C343

L’Urartu era uno stato teocratico e feudale. Le zone di frontiera erano protette da signorie che a loro volta dipendevano dal re come avveniva presso lo stato hittita. I sovrani di queste zone di frontiera pagavano un’imposta al re, ma erano liberi nel loro dominio. I signori abitavano in solide fortezze e si univano coi loro uomini all’esercito dei re in caso di guerra.
Gli Urartei conobbero il loro periodo d’oro nel IX e VIII sec.a.C., diedero grande prova di abilità nel settore architettonico, sia nel costruire palazzi che templi e altre grandi opere. Adattando le loro costruzioni alla configurazione geografica della regione, hanno fatto edifici monumentali con blocchi di pietra lavorati, maneggiando eccezionalmente anche blocchi da venti a venticinque tonnellate. L’architettura urartu ha conosciuto uno sviluppo differente da quello dell’architettura assira. Gli Urartei hanno realizzato su fondamenta in pietra, le costruzioni in legno, prevalentemente dominate da pali lunghi e sottili. Le fortezze comprendenti i templi, palazzi ed edifici amministrativi, sono circondate da muraglie con numerosi bastioni. La pianta, la posizione e la tecnica di costruzione di queste fortezze sono egregi esempi di’architettura monumentale. Le sale d’udienza e di ricevimento dei templi e dei palazzi, con le loro numerose colonne, sono una grossa innovazione architettonica. Il tempio di Altintepe offre l’esempio più significativo.
Gli elmi e gli scudi che sono stati scoperti portano il nome del re al quale l’oggetto apparteneva, nonchè figure umane e di animali.
I recipienti in bronzo d’Urartu, con le loro figure tipiche, sono stati esportati a suo tempo in Frigia, in Grecia e in Italia.

 

fonte

 

Questa voce è stata pubblicata in Archeologia, Arte, Mitologia, Storia e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Rabat Tepe, le lastre di pietra e gli Urartei

  1. Pingback: Rabat Tepe, le lastre di pietra e gli Urartei | Tanogabo

Rispondi