Statua di Themis presso la Corte di giustizia dell'Australia

Personificazione della giustizia, Temi ( o Thémis) era un titanide figlia di Urano e di Gea. Sposò Zeus e fu la sua consigliera: gli aveva suggerito, durante la lotta contro i Titani, di rivestire il suo scudo, l’ Egida, con la pelle della capra Amaltea.
Secondo una leggenda, è la seconda, dopo Meti (o Metide), delle mogli divine di Zeus. Con quest’ultimo generò le ORE, le PARCHE, le ninfe dell’Eridano ed ASTREA. Secondo un’altra leggenda fu la madre di Prometeo. Stranamente, i rapporti tra Temi ed
Eraerano molto cordiali. Fra le divinità della prima generazione, Temi è una delle poche che si sia associata agli Olimpici condividendo con essi la vita sull’Olimpo ove stava vicina a Zeus e presiedeva all’ordine universale, ai giuramenti ed alla giustizia. Aveva poteri divinatori e si vuole che abbia fondato Delfi, considerata il centro della terra e sede dell’oracolo più celebre dell’antichità, dedicato ad Apollo. Le si attribuisce  l’oracolo sulla mela d’oro e sul futuro dei figli di Teti.
I Romani la  chiamavano Justitia, Giustizia. I suoi attributi sono la spada e la bilancia assieme alla cornucopia e agli occhi bendati (l’imparzialità della legge) e simboleggia il diritto e la giustizia. È spesso rappresentata come una donna con l’aria autorevole che tiene i piatti d’una bilancia con la quale pesa le argomentazioni delle controparti.

Themis. Marmo, ca. 300 A.C.. Trovata a Rhamnonte, presso il tempio di Nemesis. Museo archeologico nazionale di Atene.