Le Ore, le personificazioni dello scorrere del tempo

Le Ore (o Horae) erano figure della mitologia greca, sorelle delle Moire e figlie di Zeus e di Temi e sono state le dee delle stagioni e delle porzioni naturali di tempo.

HoraeOmero, pur non precisando né il numero né il nome delle Ore, le descrisse come le custodi delle porte del cielo fin dal principio del tempo. Infatti la mitologia dà alle Ore il merito di aver radunato le stelle e le costellazioni ordinandone le rivoluzioni attraverso le quali è stato misurato l’anno. Anche per questo motivo, le ore sono state particolarmente onorate dagli agricoltori che piantavano e badavano ai loro raccolti in sintonia con il sorgere e il tramontare delle stelle.
Nell’Olimpo le Ore avevano funzioni diverse:
Avevano allevato Era e ne divennero le serve; facevano parte del seguito d’Afrodite, allo stesso titolo delle Cariti; figuravano nel corteo di Dioniso e fra le compagne di giochi di Persefone.

Dionysos_Horai_LouvreIn origine erano tre e simboleggiavano il regolare scorrere del tempo nell’alterna vicenda delle stagioni (primavera, estate e autunno fusi insieme, inverno); poi ne fu aggiunta una quarta (allusione all’autunno).

Le tre principali personificazioni delle Ore venivano chiamate:

  • Eunomia (legalità, buon ordine, buon Pascolo);
  • Dike (la giustizia);
  • Irene (pace, primavera);

Oppure:

  • Tallo, la fioritura primaverile;
  • Auso, il rigoglio estivo;
  • Carpo, la fruttificazione autunnale

Le Ore si presentavano in duplice aspetto:

  • in quanto figlie di Temi (l’Ordine universale) assicuravano il rispetto delle leggi morali;
  • in quanto divinità della natura presiedevano al ciclo della vegetazione.

La_Parnasse,_by_Andrea_Mantegna,_from_C2RMF_retouchedI loro nomi cambiavano in base alle tradizioni del luogo e proprio per questo motivo, in Grecia se ne contarono 10, mentre a Roma finirono col personificare le ore vere e proprie divenendo 12 e da ultimo 24.

tratto da: http://www.tanogabo.it/mitologia/greca/Ore.htm

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