IRIS. Frontone ovest del Partenone ovest, 447-433 a.c - British Museum, Londra

Iris o Iride, la divina messaggera, era la figlia di Taumante, una divinità marina, e di Elettra, (lo zampillare dell’acqua) una ninfa oceanina, figlia del titano Oceano.

Era ed Iris, lekythos a figure rosse, circa 480 a.C.

Iris era una giovane dai piedi veloci come il vento e portava gli ordini celesti, in particolare quelli di Zeus e di Era, agli altri dèi od agli uomini. Scendeva sulla terra per portare i suoi messaggi camminando sull’arcobaleno, che segnava il suo percorso. La dea era, soprattutto, la messaggera di Era, come ERMES (Mercurio) era il messaggero di Zeus (Giove) e poteva andare anche in fondo al mare e nelle profondità del mondo sotterraneo. Benché sorella di quei mostri alati che erano le Arpie, creature con viso di donna e corpo d’uccello, Iride era rappresentata sotto le spoglie di una bella e giovane donna, fornita d’ali e vestita di abiti dai brillanti colori; la sua testa era circondata da un alone di luce che filava attraverso il cielo. In alcune tradizioni viene riportato che era la moglie di Zefiro.

Guerin - Morpheus ed Iris - 1811

Mentre nell’Odissea di Omero il nome della dea non appare, nel testo in greco dell’Iliade si possono contare quarantadue ricorrenze della parola Iride. Ecco le principali:

  • La dea Iride annuncia, sotto le sembianze di Polites, un figlio di Priamo e di Ecuba, l’arrivo degli assedianti di Troia (II, 786).
  • Sotto le sembianze di Laodice, la più bella delle figlie di Priamo, va a cercare Elena, causa della guerra, affinché veda, dalla cima delle mura della città assediata, la folla degli uomini venuta a ricercarla (III, 121).
  • Mentre si svolgono i combattimenti, Iride interviene per prestare assistenza alla dea Afrodite che si era, pericolosamente schierata a favore dei troiani (V, 353).
  • Si trova anche, inviata da Zeus, per frenare le dee Era ed Atena che vogliono aggiungersi agli umani per combattere a fianco dei greci (VIII, 398).
  • Appare rivolgersi al troiano Ettore per comunicargli i consigli di Zeus (XI, 185).
  • Quando il dio Poseidone interviene per influire nel combattimento differentemente dai voleri di Zeus, è Iride che viene a comandargli, in nome del re degli dei, di ritirarsi immediatamente (XV, 158).
  • Iride interviene anche, secondo i desideri di Zeus e di Era, per chiedere al greco Achille di prendere parte al combattimento dove il troiano Ettore sembra guadagnare una vittoria inevitabile (XVIII, 166).
  • Quindi, intercede per Achille presso gli dei del vento, Borea e Zefiro, affinché sia reso al guerriero Patroclo onore in un degno funerale (XXIII, 198).
  • Ma quando Achille rifiuta ogni onore funebre ad Ettore, inviando Iride, Zeus convoca Teti affinché faccia piegare la volontà di suo figlio (XXIV, 87);
  • Zeus invia Iride presso vecchio Priamo per dirgli di richiedere senza timore ad Achille la spoglia di suo figlio Ettore (XXIV, 144).

Abbiamo da ricordare anche Virgilio che scrive: “Iride rugiadosa con crocee penne, nel cielo traendo mille vari colori dal sole…”(Eneide, IV).

Iris (Iride) era rappresentata sotto forma di una giovane donna, con un’aureola dei colori dell’arcobaleno. I poeti sostenevano che l’arcobaleno era la traccia dei suoi piedi quando scendeva dall’Olimpo verso la terra per portare un messaggio. A volte, il fenomeno celeste dell’arcobaleno si chiama ancora: sciarpa d’Iride.

iris_pseudopumila

L’iris è anche il fiore degli artisti e dei poeti. 

Nell’antichità, gli attribuivano proprietà misteriose come quelle di alleviare e calmare le rabbie; di curare la collera e l’isteria; di ridurre l’agonia della gente spinta al suicidio; di annullare gli effetti delle punture degli animali velenosi. In piccole dosi, la sua radice fresca è stimolante, espettorante e diuretica, in forti dosi essa produce sgombero dello stomaco e degli intestini.
L’osservazione di questo fiore splendido porterà rilassamento e benessere.