Il dio Elios era ritenuto una divinità universale; dio della luce e del calore, che guidava il suo carro solare lungo il cielo preceduto dalla sorella Eos, l’aurora. Giunto alla sera si riposava e gli veniva dato il cambio dall’altra sorella Selene. Oltre che per i greci, anche per gli egiziani il Sole era oggetto di culto infatti essi vedevano in lui il dio Amon-Ra, il cui simbolo era il toro, od il dio Aton.

Quadriga di Helios, VI sec. a.C. - Tempio C, Selinunte

Elios conduceva il carro del sole e, poiché i suoi raggi giungevano dovunque, era invocato come testimone in tutti i giuramenti. Elios era figlio di Iperione e di Teia, fratello di Eos (Aurora) e Selene (Luna), apparteneva alla generazione degli dèi pre-olimpici.
Svegliato da un gallo. animale a lui sacro, ed annunciato da Eos, Helios conduceva ogni giorno la sua quadriga per il cielo. Il cocchio era d’oro ed i quattro cavalli alati (Piroide, Eoo, Etone e Flegone) emettevano fuoco dalle nari. Partiva da un palazzo sito nella Colchide (o nel paese degli Etiopi) in oriente, per arrivare ad un altro palazzo nel Paese delle Esperidi in occidente. Ivi giunto, staccava i cavalli per farli pascolare nell’Isola dei Beati. Egli stesso si accomodava in una grandissima coppa (un battello d’oro), opera di Efesto, che sulle onde dell’Oceano lo riportava rapidamente al punto di partenza.
Dall’alto del cielo Helios sentiva e vedeva quasi tutto; non si accorse quando in Sicilia i compagni di Ulisse gli rubarono l’armento sacro. Era quindi nemico di chi agisce nell’ombra come i ladri e gli assassini. Vide però il ratto di Persefone e gli amori proibiti di Afrodite ed Ares.
Il nostro dio era rappresentato come un giovane bellissimo, con la testa bionda circondata da raggi luminosi.
Aveva come moglie Perseide: ninfa, una delle tremila Oceanine, figlie del titano Oceano e della titanide Teti. Perseide, sposa di Elios, era la madre di Eete, Circe e di Pasifae. Ebbe anche altri figli da altre ninfe: da Rodo ebbe sette figli, gli Eliadi, da Climene le Eliadi e Fetonte. Possedeva nell’isola di Trinacria sette greggi di pecore e sette mandrie di buoi dalle corna d’oro, custoditi dalle Eliadi. Queste mandrie furono uccise e mangiate dai compagni di Ulisse e allora Elios, sdegnato, chiese che i colpevoli venissero puniti, minacciando di ritirarsi sotto terra se non gli fosse stata data soddisfazione. In epoca più tarda Elios fu confuso con Apollo.

Rilievo in pietra calcarea che rappresenta il Dio Helios alla guida della Quadriga Celeste - Musei reali di arte e storia, Bruxelles, Belgio

La sede preferita di Helios era l’Isola di Rodi, suo feudo. Il famoso Colosso di 32 m, che ornava l’ingresso del porto di Rodi, considerato una delle sette meraviglie del mondo antico, era una gigantesca statua del dio. A lui fu sacra anche la Sicilia, oltre agli animali come il gallo e l’aquila. I romani lo venerarono come Sol Invictus.