Pittura – Il Cavalier d’Arpino (Giuseppe Cesari)

Giuseppe Cesari, detto “il Cavalier d’Arpino” (Arpino o Roma 1568 – Roma 1640), fu tra i più importanti pittori della Roma pontificia. 
Nato nel frosinate, si trasferì a Roma, dove già nel 1582 lavorava nella bottega di Pomarancio, impegnata nelle Logge Vaticane. 
L’anno seguente, appena quindicenne, entrò nell’Accademia di San Luca e riuscì a farsi assegnare una gigantesca commessa che lo impegnerà per circa quarant’anni dal 1595 al 1640 negli affreschi del Palazzo dei Conservatori dove realizza il Ritrovamento della lupa, nel 1596; la Battaglia tra i Romani e i Veneti, nel 1597 e il Combattimento tra gli Orazi e i Curiazi, nel 1612, il Ratto delle Sabine, nel 1635 e l’Istituzione della Religione e la Fondazione di Roma.

Sotto il pontificato di Sisto V Peretti (1585-90) Giuseppe si affermò con affreschi per il chiostro della Trinità dei Monti (Canonizzazione di san Francesco di Paola) e per San Lorenzo in Damaso (perduti). 
Negli anni seguenti fu attivo nella Cappella Olgiati a Santa Prassede e nella cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi, la stessa in cui pochi anni dopo lavorerà Caravaggio, che nel 1593 era entrato nella sua bottega. 
Resta ancora oggi uno dei motivi di massima notorietà per il Cavalier d’Arpino essere stato il maestro del più celebre pittore di quegli anni.
Tra i capolavori di Giuseppe Cesari si ricordano l’Ascensione in San Giovanni in Laterano, la direzione dei mosaici per la cupola di San Pietro, gli affreschi per villa Aldobrandini a Frascati e per la Cappella Paolina a Santa Maria Maggiore

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