Pittura- Benvenuto Tisi da Garofalo

Benvenuto Tisi da Garofalo, meglio conosciuto come Il Garofalo (Ferrara, 1481 – 1559) è stato un pittore italiano appartenente alla scuola ferrarese. La sua carriera è iniziata alla Corte del duca d’Este.
Ritratto_di_Benvenuto_Tisi_da_GarofaloIl soprannome Garofalo è dovuto alla città omonima, presumibilmente la sua città natale. Di tanto in tanto ha firmato i suoi quadri con un piccolo anagramma come garofano (garofalo significa “garofano” in italiano).

Nel 1495 Garofalo lavorò a Cremona sotto la direzione di Boccaccio Boccaccino. Nel 1500 si recò a Roma per la prima volta, anche se è stato un soggiorno breve. Nel 1501 si trasferì a Bologna, dove lavorò per due anni nella bottega di Lorenzo Costa il Vecchio. Nel 1504 tornò a Ferrara dove lavorò con Dosso Dossi e Battista. Nel 1506 si trasferì a Mantova e, verosimilmente due anni dopo, a Venezia.
Verso il 1512, Garofalo è tornato a Roma invitato da un membro della corte di papa Giulio II avendo così l’opportunità di incontrare Raffaello Sanzio, e ciò spiegherebbe la sua evoluzione verso un classicismo stilizzato. Anche questo soggiorno è stato breve, perché nello stesso anno è dovuto tornare a Ferrara, dove ha realizzato molte opere per il duca Alfonso d’Este e per le chiese della città. Di questo periodo sono anche gli affreschi per il Palazzo Costabili e per il Palazzo del Seminario di Ferrara.
Verso 1529-1530 si è sposato con Caterina Scoperti.

Divenuto cieco da un occhio nel 1531, Garofalo continuò a dipingere fino alla completa cecità avvenuta nel 1550. Morì nove anni dopo e fu sepolto nella basilica di Santa Maria in Vado di Ferrara, nel loculo fattosi costruire già da qualche anno accanto a quello della moglie morta in precedenza. 
I suoi resti sono stati spostati nel 1829 nel cimitero della Certosa di Ferrara dove, nel 1841 gli fu dedicato un monumento nella Cella degli Uomini Illustri.
Garofalo è stato un autore prolifico e famoso; Giorgio Vasari l’ha incluso ne “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori”.

tratto da: http://www.tanogabo.it/Arte/Garofalo.htm

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