Individuato un sistema solare antichissimo con ben 5 pianeti rocciosi.

Una scoperta che potrebbe avere implicazioni straordinarie. Ad annunciarla, dalle pagine di una prestigiosa rivista scientifica, è il gruppo di ricerca guidato dall’astrofisico Tiago Campante. Con il suo team ha  individuato un sistema solare antichissimo, che ha oltre il doppio dell’età del nostro. E attorno a quel sole lontano, esistono ben 5 pianeti rocciosi quasi identici alla Terra.

IL SISTEMA SOLARE KEPLER 444

Dunque, mentre quei mondi alieni si andavano formando attorno alla loro stella, la Terra non esisteva, il Sole non esisteva. E quando, 4.5 miliardi di anni or sono, il nostro sistema solare ha incominciato la sua evoluzione per diventare quello che è adesso, quel suo gemello lontano  aveva già una volta e mezza la sua età attuale.La notizia ha subito fatto il giro del mondo, perché apre scenari davvero importanti. Primo fra tutti, la possibilità- sempre più concreta- che la vita nell’Universo sia molto diffusa e si sia sviluppata fin da tempi remotissimi. Questo sistema solare paragonabile al nostro si sarebbe formato ben 11, 2 miliardi di anni fa, quasi subito  (in termini astronomici, ovviamente) rispetto all’origine del cosmo: ricordiamo che la scienza ha fissato il Big Bang, l’inizio di tutto, a circa 13.7 miliardi di anni fa.

L’articolo è comparso sull’ Astrophysical Journal. Ad individuare questo sistema solare arcaico – il più antico mai trovato finora con pianeti rocciosi –  è stato, ancora una volta,  Kepler, il telescopio spaziale orbitante, che ha scovato i cinque corpi planetari durante il loro passaggio davanti alla loro stella ospite, Kepler 444. Si trova a 117 anni luce da noi, in direzione della Costellazione della Lira. Grazie ad un metodo chiamato astrosismologia,  è stato possibile appurare la sua data di nascita: appartiene alla prima generazione di astri apparsi nell’Universo.

PORZIONE DI VOLTA CELESTE CON LA COSTELLAZIONE DELLA LIRA

PORZIONE DI VOLTA CELESTE CON LA COSTELLAZIONE DELLA LIRA

Nello specifico, però, è molto improbabile che i pianeti in orbita attorno a Kepler 444 possano ospitarla. Anche se la stella- una nana arancione- è più piccola e meno calda del nostro sole, essi sono così vicini da impiegare pochi giorni per compiere un’intera rivoluzione e – soprattutto- hanno temperature superficiali bollenti. Secondo i calcoli degli astronomi, la Fascia di Abitabilità- nella quale l’acqua si può mantenere allo stato liquido, senza evaporare né ghiacciare- è sei volte al di là del pianeta più esterno.Per Campante, ricercatore all’Università di Birmingham, in Gran Bretagna,  la scoperta potrebbe avere conseguenze di vasta portata: ”Ci potrà aiutare a definire quella che potremmo chiamare l’era della formazione dei pianeti. Ma già ora sappiamo che quelli delle dimensioni della Terra si sono formati molto presto nella storia dell’Universo e questo potrebbe implicare l’esistenza di forme di vita molto antiche nella nostra galassia”.

IL TELESCOPIO SPAZIALE ORBITANTE KEPLER

Eppure, questo sistema solare d’epoca ha galvanizzato i ricercatori. Aver trovato mondi rocciosi di dimensioni ridotte tanto antichi induce a pensare che molti altri simili possano nascondersi ovunque, nella Via Lattea, magari anche in zone più favorevoli, come ha spiegato il professor Bill Chaplin:  “Se alcuni di loro si sono formati nelle zone abitabili attorno alle loro stelle ospiti, allora avranno ambienti nei quali la vita può essersi sviluppata e potrebbe averlo fatto per molto tempo.”

Un concetto esplicitato al sito NewScientist.com dal collega americano Travis Metcalfe, astronomo dello Space Science Institute di Boulder, in Colorado. “Questi mondi significano che l’universo ha impiegato solo due miliardi di anni per costruire i pianeti rocciosi e che essi sono in giro da un bel po’. Se la vita ha bisogno di tempo per evolvere e di tanti luoghi per cercare di evolvere, il fatto che i pianeti rocciosi siano apparsi così presto nella storia della galassia significa che civiltà avanzate potrebbero essere ovunque.”

SABRINA PIERAGOSTINI

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Un diluvio potrebbe aver provocato la scomparsa di Cahokia, l’antica città americana

Una nuova ricerca ha suggerito che un diluvio potrebbe aver provocato la scomparsa dell’antica città americana.

Cahokia

Cahokia è stata oggetto di studio da molto tempo per il suo misterioso declino solo 300 anni dopo che fu fondata su una pianura alluvionale del Mississippi. Che cosa è successo alla città e ai suoi abitanti non è mai stato pienamente compreso, ma ora una nuova ricerca potrebbe finalmente essere in grado di far luce su questo mistero. Uno studio che ha utilizzato numerosi carotaggi del terreno fatti da un lago vicino alla posizione della città, sembrano indicare che vi fu un’ inondazione diffusa in quella regione intorno al 1200 a.C., il periodo in cui esisteva la fiorente città di Cahokia. Mentre le acque non sarebbero stati sufficienti a distruggere completamente la città, avrebbero avuto un impatto devastante sulla campagna circostante e gli insediamenti. Con tutte le risorse agricole distrutte per decenni, gran parte della popolazione di oltre 15.000 persone sarebbero state infine costrette ad abbandonare la città e a trasferirsi altrove.

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Tre comete, una superluna rossa ed un’eclissi solare caratterizzeranno il cielo del 2015

Stelle_cadentiTre comete probabilmente visibili a occhio nudo, una superluna rossa, un’eclissi parziale di Sole e piogge di stelle cadenti mozzafiato: il cielo del 2015 si annuncia davvero spettacolare.
Il nuovo anno si apre all’insegna di una cometa, la C/2014 Q2 Lovejoy, che si e’ affacciata nei cieli italiani a Natale ed e’ visibile anche ad occhio nudo, spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma.
La Lovejoy sara’ la ‘padrona’ del cielo di gennaio: a meta’ mese e’ previsto il massimo di visibilita’ perche’ sara’ ben alta sull’orizzonte, fra le costellazioni di Orione e Toro. Altre due comete nel corso dell’anno potrebbero diventare visibili ad occhio nudo: sono la C/2014 Q1 PanSTARRS e la C/2013 US10 Catalina. Protagonisti del cielo saranno anche pianeti e stelle cadenti.
Il 24 gennaio tripla eclissi su Giove da parte delle sue lune Io, Callisto, ed Europa. Il 23 maggio Saturno sara’ in opposizione al Sole, al picco di visibilita’, e il 5 giugno Venere al massimo della sua visibilita’ serale.
Anche Sole e Luna daranno spettacolo: il 20 marzo un’eclissi di Sole sara’ totale nell’Artico e parziale in Italia e il 28 settembre e’ prevista una superluna rossa. Vale a dire che una eclissi di Luna totale visibile dall’Italia coincidera’ con la Superluna, la Luna piena piu’ grande dell’anno.
Il 2015 e’, infine, anche l’anno delle stelle cadenti: gli sciami piu’ belli dell’anno, le Perseidi in agosto e le Geminidi nel mese di dicembre si verificheranno senza ‘l’ingombro’ della Luna.

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Big Bang, scoperti i suoi ‘primi tremori’

Interessante notizia odierna che ci comunica l’agenzia ANSA e che riprendo da una ultimora Tiscali: Sono stati scoperti i ‘primi tremori’ del Big Bang
Sono stati scoperti i primi ‘tremori’ del Big Bang, ossia gli effetti prodotti dalla grande esplosione che ha dato origine all’universo e al processo di espansione attivo ancora oggi. L’annuncio, basato sui dati dell’esperimento Bicep 2, è stato dato dall‘università di Harvard.
La conferma è una delle più attese della fisica contemporanea e indica che c’è stata effettivamente un’epoca in cui, istanti dopo il Big Bang, l’universo ha cominciato a espandersi nella cosiddetta ”fase di inflazione”. I dati confermano inoltre in modo indiretto l’esistenza delle onde gravitazionali, le perturbazioni previste dalla teoria della relatività generale di Einstein e generati, come onde che si propagano in uno stagno, da fenomeni violenti come il Big Bang o l’esplosione delle supernovae. (ANSA).
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