Nostradamus e le sue profezie: gli attacchi di Parigi sono preludio della terza guerra mondiale?

di Monia Sangermano

Nostradamus è da sempre uno dei personaggi più enigmatici della storia. Nato col nome di Michel de Nostredame nel 1503, in Francia, è stato astrologo, scrittore, farmacista e speziale. A renderlo noto a più è stato soprattutto il libro “Le Profezie”, ovvero una raccolta di quartine in rima, considerate da molti delle vere e proprie previsioni del futuro.

Nel corso dei secoli, più volte, eventi importanti sono stati collegati, più o meno giustamente, alle profezie di Nostradamus. In tempi recenti, una di quelle che aveva fatto maggiormente discutere, era stata quella legata all’attentato alle Torri Gemelle di New York. Tra bufale, come quella dei due “uccelli di fuoco” e interpretazioni forzate, sembra che l’unica quartina dell’astrologo a poter davvero essere collegata a quell’evento sia la seguente:

“A 5 e 40 gradi il cielo brucerà
Fuoco si approssimerà alla grande Città Nuova
All’istante una grande fiammata si spargerà e farà sprofondare
Quando si vorrà dei Normanni fare sofferenza.”

Ovviamente, come sempre quando si tratta di argomenti così discussi come le profezie, c’è chi pensa che non ci sia nessun collegamento con l’attentato a New York, ma la latitudine di 40°, la “Città Nuova” (New York, appunto), e la sofferenza dei “Normanni”, sono coincidenze non da poco.

Ancora più impressionante, in quest’ottica, i collegamenti tra un’altra quartina e i recentissimi e terribili fatti accaduti a Parigi, dopo gli attentati rivendicati dall’Isis che hanno colpito la città in più punti. Ebbene, Nostradamus, cinque secoli fa scriveva:

La grande guerra inizierà in Francia e poi tutta l’Europa sarà colpita, lunga e terribile essa sarà per tutti….poi finalmente verrà la pace ma in pochi ne potranno godere“.

Leggere oggi queste parole fa rabbrividire, o quantomeno riflettere, anche i più scettici. I timori che serpeggiano nell’aria in questi giorni, in tutta Europa, sono palpabili, e soprattutto in Italia, dove a Roma si temono altri attentati e l’allerta è alta. E proprio in merito alla capitale italiana, lasciano senza parole questi due passi di Nostradamus:

Ci saranno tanti cavalli dei cosacchi che berranno nelle fontane di Roma“.

(I cosacchi, al tempo di Nostradamus, erano le popolazioni nomadi tartare delle steppe della Russia meridionale, ovvero un gruppo etnico di origine turcica che abitò l’odierna Mongolia).

“Sarà invasa e finirà in un gigantesco maremoto:
Oh, vasta Roma, la tua rovina si avvicina.
Il tuo male è prossimo.
Sarai prigioniera per più di quattro volte.
Piango per l’Italia. Sarà distrutta da un terremoto e da bombe:
fuoco del centro della terra…
la farà tremare.
Finché due potenze fanno la guerra
per lungo tempo.
Il cielo arderà a 45 gradi.
Il fuoco si avvicina…
la gran fiamma salterà subito.”

Sono solo profezie, ovvio, alle quali ognuno può dare il valore che ritiene più opportuno, ma leggerle in questi giorni vuol dire guardarle con un occhio diverso. Non si tratta di creare allarmismi, o di chiudersi in casa per evitare chissà quali catastrofici eventi. Si tratta, ora più che mai, di affrontare la vita come abbiamo sempre fatto, con le nostre abitudini e i nostri obbiettivi. Senza follie, senza facile razzismo e senza generalizzazioni. Adottando magari solo un piccolo accorgimento in più: avere la consapevolezza, ogni giorno, che nulla è eterno e nulla è scontato, e godere di ogni singolo momento può e deve essere l’unica possibile filosofia di vita.

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