Microorganismi di 50 mila anni fa trovati in Messico nella “Grotta dell’inferno”

di Andrea Centini

Hanno trovato i batteri estremofili intrappolati nei vuoti generatisi all’interno di enormi cristalli di gesso, alcuni dei quali vecchi di milioni di anni. Per le conferme saranno comunque necessari ulteriori accertamenti.

Foto di Alexandre Van Driesche

Un team di ricerca coordinato dal nuovo direttore dell’Istituto di Astrobiologia della NASA, la dottoressa Penelope Moffet, ha scoperto batteri estremofili che potrebbero essere stati isolati dal mondo esterno per 50 mila anni. Sono stati trovati nella cosiddetta ‘Grotta dell’inferno‘ o ‘Grotta dei cristalli‘, un’area all’interno di una miniera nella cittadina messicana di Naica, divenuta famosa per i suoi giganteschi cristalli di milioni di anni, alcuni dei quali lunghi diversi metri. In passato, gli scienziati avevano già trovato sulle pareti della grotta alcuni batteri estremofili, ovvero che vivono in condizioni ambientali proibitive per gli esseri umani, ma questa nuova scoperta risulterebbe ancor più straordinaria. La grotta, sita a 800 metri di profondità, è un posto decisamente inospitale, dato che con i suoi 50/60 gradi centigradi di temperatura e un’umidità che rasenta il 100 percento rende le spedizioni di ricerca una vera impresa. I biologi tutto avrebbero immaginato tranne di riuscire a trovare vita all’interno dei vuoti infinitesimi generatisi negli stessi cristalli.

Un cristallo di selenite, dove sono stati rinvenuti gli antichi microorganismi – Foto di Rob Lavinsky

Attraverso materiale sterile per evitare potenziali contaminazioni, gli scienziati guidati dalla Boston sono riusciti ad aprire questi piccoli spazi e a prelevarne il contenuto per le analisi di rito. Alcuni dei microorganismi rivelati, la maggior parte dei quali si stima abbia un’età compresa tra i 10 mila e i 50 mila anni, erano in uno stato dormiente e sono stati riattivati in laboratorio. Si tratta di organismi chemiosintetici autotrofi, ovvero che sfruttano materiale inorganico – in questo caso quello presente nei cristalli – per produrre sostanze organiche e sopravvivere. “Questi microorganismi sono tutti straordinari – ha sottolineato il direttore dell’Istituto di Astrobiologia della NASA – non sono strettamente correlati a nulla nei database genetici noti”.

Per scoprirli il team della Boston ha dovuto lavorare nove lunghi anni all’interno di uno dei posti più inospitali del pianeta, e i risultati ottenuti aiuteranno gli scienziati della NASA anche con eventuali forme di vita scoperta al di fuori della Terra. I dettagli della ricerca sono stati annunciati dalla ricercatrice durante un meeting della riunione annuale della American Association for the Advancement of Science (AAAS), ma non è stata ancora pubblicata su riviste scientifiche poiché sono necessari ulteriori approfondimenti per le conferme.

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