L’ira di Dio – La Bibbia e il Diluvio Universale

Allegato senza titolo 00145 Nel primo libro della Bibbia, la Genesi, viene descritto nei minimi particolari, quello che potrebbe essere stato il più catastrofico evento meteorologico di tutti i tempi: il Diluvio Universale.

Il versetto 6.13 dice: “Allora Dio disse a Noè: Mi son deciso, la fine di tutti i mortali è arrivata …” e continua (versetto 7.17): “Il diluvio venne sopra la Terra per quaranta giorni …. Così fu sterminata ogni creatura esistente sulla faccia del suolo”.

Ma se le piogge durarono incessantemente per quaranta giorni, le acque coprirono completamente la Terra per ben cinque mesi, come è scritto in un altro versetto della Bibbia e fu solo alla fine del settimo mese di alluvione che “apparirono le vette dei monti” e Noè (versetto 8.10) “ rilasciò la colomba fuori dall’arca e …. tornò con una foglia di ulivo …”.

Arca Per lunghe generazioni il Diluvio è stato inteso più come una leggenda che un fatto realmente accaduto. La Bibbia ne parla infatti come di una punizione divina, che solo per caso è stata una catastrofe meteorologica, ma l’ira di Dio poteva manifestarsi come una epidemia o un incendio “universale”, come punizione avrebbe avuto lo stesso effetto.

Tuttavia, alcuni scavi effettuati in Mesopotamia all’inizio del XX° secolo, hanno permesso di recuperare oltre 10.000 tavolette di argilla (oggi tutte visibili al Louvre di Parigi e in altri musei), costituenti una enorme biblioteca realizzata nel 2350 a.C., dal Re Sargon, nel suo immenso palazzo reale a Ninive. Tra i vari documenti, è stato possibile ricomporre il “Poema di Gilgamesh, un racconto simile alla nostra “Odissea”, ma più ricca di notizie storiche, tanto da poter essere paragonato alla Bibbia.

Michelangelo il Diluvio nella Cappella Sistina Il poema quindi, scritto secondo i ricordi sumerici, costituisce la controparte del racconto biblico del diluvio, in lingua babilonese e assira. L’eroe Gilgamesh, in uno dei suoi lunghi viaggi incontra un vegliardo scampato ad un terrificante diluvio perché, allo stesso modo di Noè, si era costruito un’arca. Il racconto coincide in molti particolari con l’evento descritto dalla Bibbia, per cui possiamo dedurre che, essendo stati scritti da autori diversi, che sicuramente con si conoscevano tra di loro, costituiscono la traccia storica di un evento realmente accaduto.

La ricerca delle prove scientifiche di un simile evento, ha trovato subito riscontri positivi. Scavi e carotaggi del terreno hanno messo in evidenza vari strati di terreno sedimentario, attribuibili a numerose alluvioni avvenute nella preistoria. Tra essi, uno è molto più spesso degli altri e la sua formazione si può far risalire a circa 5.500 anni prima di Cristo, quindi compatibile con il racconto biblico. Altre ipotesi direbbero che non si è trattato di una alluvione, ma di una inondazione del Mar Nero, a causa di movimenti terrestri e di un innalzamento del livello del mare che ha determinato la frattura del Bosforo. Su questo argomento, tuttavia, penso che non sia possibile avere la certezza su nulla.

Il fatto importante è che l’evento cui si riferisce la Bibbia è descritto come qualcosa di morale: un monito ai credenti per seguire la retta via, altrimenti l’ira di Dio avrebbe sterminato l’umanità.

Invece sembra che si tratti di un evento naturale, forse una forte alluvione, meno devastante dell’inondazione del Mar Nero, del 5.500 a. C., oppure un’altra catastrofe delle molte avvenute in quel periodo (dal 13.000 al 5.000 a.C.), dovute all’innalzamento del livello del mare.

Il problema è, in piccolo, come la teoria dell’evoluzione: dobbiamo credere per fede o per riscontri scientifici?

Su questo argomento è aperto un interessante dibattito sul forum del sito: http://www.alfiogiuffrida.com/forum/item/7-il-diluvio-universale.html  . Chiunque volesse inserirsi nella discussione è libero di farlo, i commenti sono graditi. Si deve inserire il proprio nome (volendo si può usare uno pseudonimo) e un indirizzo email (campo obbligatorio), se si vuole anche un URL (è l’indirizzo del proprio sito, ma il campo non è obbligatorio) ed infine la “captcha”, cioè si deve ricopiare i numeri o le lettere che si vedono scritte in modo un po’ confuso, nel riquadro sottostante (questo serve per evitare i commenti automatici inviati come spam).

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