L’incontro ravvicinato di Nostradamus

Riprendo un mio post pubblicato il 12/09/2008 su di un’altra piattaforma allo scopo di ricordarvi il famoso “incontro ravvicinato di Nostradamus” cogliendo l’occasione per postare degli appunti biografici sul celebre medico ed astrologo

L’incontro ravvicinato di Nostradamus

Verso la fine dell’inverno del 1554 il medico e astrologo francese Michel de Nostredame, detto Nostradamus, avvistò un Ufo a Salon, in Francia, e scrisse la cronaca di quell’esperienza:
«Il 10 marzo vi è stata un’apparizione mostruosa e terrificante che, secondo me, è stata vista fino a Marsiglia. Più tardi è stata notata anche sul mare, a St. Chamas. Vicino al primo quarto di luna, un grande fuoco è sfrecciato nel cielo, da oriente a occidente. Sembrava un’asta o una fiaccola accesa, meravigliosa a vedersi. Emetteva scintille, come il ferro sotto il martello del fabbro. Sembrava un’altra Via Lattea, un’altra galassia.
Veloce come una saetta, produceva un forte strepito e rumore. Come una tempesta, ha spazzato via alberi e foglie. Il fatto è durato venti minuti, il tempo di raggiungere Arla, la Via di Pietra, cioè fin dove lo sguardo poteva giungere. È scomparsa nel mare verso sud, in lontananza, lasciando dietro di sé una scia di scintille e lingue di fuoco rosso, rimaste a lungo in aria e poi ricadute come uno spettacolo pirotecnico. Dove è passata in prossimità del suolo, ha ridotto ogni cosa in cenere».

Note biografiche su Michel de Nostredame

Nostradamus nasce in Francia, a Saint-Remy-de-Provence, il 14 dicembre 1503. Le origini di Michel de Notre-Dame sono ebree. La maggior parte dei suoi avi avevano esercitato l’attività di medici.
I poteri e le speciali doti di preveggenza per cui Nostradamus oggi è noto a tutti, derivano si dai suoi studi ma anche, pare, dalla dote congenita nelle origini della sua famiglia. Il nonno Pietro de Notre-Dame, anch’egli medico e astrologo, discendeva dalla tribù ebrea di Issacar (Issachar). Questa tribù si dice che si impossessò dei documenti rinvenuti nelle camere di iniziazione egizie, di tutte le formule geometriche, cosmologiche e algebriche usate in seguito nella Torah e nella costruzione del tempio di Salomone.
Dopo la diaspora il sapere si tramandò fino ad arrivare nelle mani di Nostradamus. Anche nella Bibbia vi è testimonianza del fatto che i discendenti di Issacar avessero speciali doti profetiche.

A sedici anni Michel è già conoscitore della lingua latina, greca ed ebraica. Inoltre ha già buona dimestichezza con i principi di astronomia e le pratiche mediche. A diciassette anni conclude gli studi presso l’Università di Avignone; in seguito studia alla prestigiosa Università di Montpellier.
A trent’anni è un illustre medico conosciuto con il nome di Nostradamus. Le città di Bordeaux, Agen ed Aix-en-Provence lo accolgono affinché curi i malati colpiti dalla peste nera.
Anche spinto dalla voglia di venire a contatto con altri studiosi Nostradamus intraprende diversi viaggi per tutta l’Europa, durante i quali ha occasione di incontrare e conoscere Paracelso e Agrippa.
In Italia, a Savona, sente il bisogno di inginocchiarsi e rendere omaggio ad un giovane monaco, mentre passava per strada: il monaco sarebbe diventato Papa Sisto V.
Nel 1546 Nostradamus viene richiamato in Provenza dove nel frattempo si era nuovamente abbattuto il flagello della peste.
Stanco delle incomprensioni familiari e private, ma anche della vita avventurosa che aveva sin li condotto, l’anno seguente decide di concentrarsi sugli studi astronomici, ritirandosi nel suo piccolo osservatorio di Salon-de-Provence.
Nostradamus per tutta la sua vita sarà uomo di scienza, medico e astrologo, sarà mirabile filosofo e poeta, nonché attento osservatore della politica, tanto da essere guardato con sospetto dai detentori del potere. Benché ebreo praticò la religione cattolica, e fu osservante della Riforma di Lutero.
La sua opera e documento più conosciuto sono le “Centurie astrologiche”, libri profetici dal linguaggio oscuro che ancora oggi non finiscono di incantare e incuriosire per i contenuti. Scritte in quartine poetiche, le Centurie contengono autentiche premonizioni ottenute attraverso la pratica astrologica ma anche mediante procedimenti magici.
Nel 1556 Caterina de’ Medici fornì all’indovino l’occasione di diventare celebre. Dopo aver predetto un fatale incidente di re Enrico II, subito in un torneo, Caterina inviò Nostradamus a Parigi: tutto accadde proprio come l’astrologo aveva predetto. Nel 1564 Carlo IX, secondo figlio di Caterina de Medici, rese visita a Nostradamus, a Salo: in seguito Nostradamus venne promosso Consigliere del re di Francia.
L’opera abbraccia un arco temporale che si estende fino alla fine dei tempi, che sarebbe collocata intorno all’anno 3797. Tuttavia queste profezie rimangono misteriose soprattutto per i numerosi equivoci e ambiguità che le diverse interpretazioni possono suscitare.
Dopo aver vissuto 62 anni, 6 mesi e 17 giorni, Nostradamus morì a Salon il 2 luglio 1566.

La popolazione, che lo venerava come un santo, dopo la sua morte fece della sua tomba un luogo di pellegrinaggio. Si ritiene che il suo feretro sia stato profanato durante la Rivoluzione francese e che egli tenesse in mano una tavoletta con inscritte la data della violazione della tomba e alcuni anatemi rivolti al violatore; questi sarebbe morto il giorno dopo il suo crimine.

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