L’impronta della materia oscura nella Via Lattea

Potrebbe essere l’invisibile e misteriosa materia oscura, la sorgente di alcuni dei raggi gamma più energetici prodotti al centro della Via Lattea. È quanto indica la ricerca coordinata da Dan Hooper, del Fermi National Accelerator Laboratory (Fermilab), basato sui dati telescopio spaziale della Nasa Fermi, al quale l’Italia partecipa con Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

In particolare i dati sono stati rivelati dal Large Area Telescope (Lat) a bordo di Fermi. L’osservazione della materia oscura che costituisce circa il 25% dell’universo, ”avviene osservando i suoi effetti sulla radiazione gamma di origine celeste” osserva Ronaldo Bellazzini, coordinatore Infn dell’esperimento Fermi. Lo studio, aggiunge, ha suscitato grandissimo interesse in quanto evidenzia un ‘eccesso’ di radiazione gamma proveniente dal centro della nostra galassia, dove la densità della materia oscura dovrebbe essere la più elevata”. Ma nonostante l’analisi ”sia solida e approfondita, la collaborazione Lat – prosegue Bellazzini – ritiene che siano necessarie ulteriori evidenze prima che si possa arrivare a una ‘rivendicazione’ così forte”.
Il centro galattico pullula di sorgenti di raggi gamma, dalle pulsar isolate, ai resti di supernovae, alle particelle che si scontrano con il gas interstellare. Ma in alcune delle osservazioni di Fermi vi sono emissioni di raggi gamma non attribuibili ad alcuna di queste fonti note. fermi_webL’eccesso di radiazione è più evidente ad energie comprese tra 1 e 3 miliardi di elettronvolt (GeV), circa un miliardo di volte maggiore di quella della luce visibile. Secondo lo studio, sottoposto alla rivista Physical Review D, lo scontro e l’annientamento reciproco fra particelle di materia oscura potrebbe essere una fonte che giustifica l’eccesso osservato. Le particelle dovrebbero avere massa compresa tra i 31 e 40 elettronvolt.
Gli autori – sottolinea Bellazzini –dopo aver scartato tutte le possibili spiegazioni basate sulle conoscenze astrofisiche assodate, collegano la rivelazione di questo eccesso alla presenza di materia oscura”. Ma per il fisico italiano è “molto importante che un segnale simile sia osservato anche in altre parti del cielo o proveniente da sorgenti di natura diversa. Per questa ragione la collaborazione internazionale ha deciso di intensificare gli sforzi in questa direzione, per raccogliere una messe ancora maggiore di dati per poter finalmente rispondere a questa straordinariamente eccitante attesa”.

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