Le mitologie delle razze antiche sono intrise del ricordo di Atlantide

Esaminiamo un’altra razza antica, la famiglia indo–europea, la razza ariana.
In sanscrito Adim significa in primo luogo. Tra gli indù il primo uomo si chiamava Ad–ima, la moglie era Heva. Essi si stabilirono su un’isola, che si dice essere Ceylon; lasciarono l’isola e raggiunsero la terra ferma, quando, a causa d’un sommovimento terrestre di grande importanza, la loro comunicazione con la terra madre fu tagliata per sempre. (Vedi “Bible in India”).
Qui sembra di vedere un ricordo della distruzione di Atlantide.


Bryant dice: “Ad e Ada significano il primo.” I Persiani chiamavano il primo uomo “Ad–amah”. “Adone” era uno dei nomi del Dio Supremo dei Fenici, da esso è derivato il nome del dio greco “Ad–one”. L’Arv–ad della Genesi era l’Ar–Ad dei Cusciti, ora conosciuto come Ru–Ad. Si tratta di una serie di città collegate su dodici miglia di lunghezza, lungo la costa, piene di rovine massicce e gigantesche.
Sir William Jones fornisce la tradizione dei Persiani, sin dalle epoche più antiche. Egli dice: “Moshan ci assicura che, a giudizio dei persiani più informati, il primo monarca dell’Iran e di tutta la terra fu Mashab–Ad, che ricevette dal Creatore, e promulgò tra gli uomini, un libro sacro, scritto in un linguaggio celeste, a cui l’autore musulmano dà il titolo arabo di ‘Desatir,’ o ‘Regolamenti’.
Mashab–Ad era, a giudizio degli antichi persiani, la persona soprevvissuta alla fine dell’ultimo grande ciclo, e di conseguenza il padre del mondo attuale.
Lui e sua moglie erano sopravvissuti al ciclo precedente, furono benedetti con una prole numerosa, piantarono giardini, inventarono ornamenti, forgiarono armi, insegnarono agli uomini a prendere il vello di pecora per farne capi d’abbigliamento; costruirono città, palazzi, borghi fortificati, e intrapresero le arti e il commercio“.

Abbiamo già visto che le divinità primordiali di questo popolo sono identiche ali dèi della mitologia greca, ed erano in origine i re di Atlantide. Ma sembra che queste antiche divinità raggruppate fossero note come “gli Aditya”, e in questo nome “Ad–itya” troviamo una forte somiglianza con il semitico “Aditi” e un altro ricordo di Atlantide, o Adlantis. A conferma di questo punto di vista troviamo che:

  1. Gli dèi raggruppati sotto il termine Aditya sono i più antichi della mitologia indù.
  2. Sono tutti dèi della luce, o dèi solari. (Whitney, “Oriental and Linguistic Studies”, p. 39).
  3. Sono dodici. (Ibid.)
  4. Questi dodici dèi presiedevano i dodici mesi dell’anno.
  5. Sono un debole ricordo di un passato molto remoto. Whitney dice: “Sembra qui che ci sia stato un tentativo da parte della religione indiana di assumere un nuovo sviluppo in una direzione morale, sforzo del quale un cambiamento del carattere e delle circostanze del popolo causò il fallimento, e la caduta di nuovo in oblio, mentre era ancora a metà e indistinto“. (Ibid.)
  6. Questi dèi erano chiamati “i figli di Aditi”, proprio come nella Bibbia abbiamo allusioni ai “figli di Adab”, che furono i primi metallurgisti e musicisti. “Aditi non è una dea. Lei è riconosciuta come figlia di una regina, ed ha dei figli”.
  7. Gli Aditya “sono elevati sopra ogni imperfezione, perché non dormono né chiudono occhio”. I greci rappresentavano i loro dei come altrettanto vigili e onniscienti. “Il loro carattere è tutto per la verità, odiano e puniscono ogni colpa”. Abbiamo visto gli stessi tratti attribuiti dai greci ai re di Atlantide.
  8. Il sole è a volte definito come un Aditya.
  9. Tra gli Aditya c’è Varuna, l’equivalente di Urano, la cui identificazione con Atlantide ho dimostrato. Nei Veda, Varuna è “il dio del mare”.
  10. Gli Aditya rappresentano una prima forma e più pura della religione: “Mentre negli inni alle altre divinità gli oggetti per cui comunemente si prega sono la lunga vita, la ricchezza, il potere, agli Aditya si implorano purezza, il perdono dei peccati, la libertà dalla colpa e il pentimento”.  (“Oriental and Linguistic Studies, p. 43)
  11. Gli Aditya, come gli Adites, sono identificati con la dottrina dell’immortalità dell’anima. Yama è il dio della dimora oltre la tomba. Nel racconto persiano egli appare come Yima, e “è sovrano del periodo d’oro e fondatore del Paradiso”. (Ibid., P. 45). (Vedi “Zamna”, p. 167 ante).

In considerazione di tutti questi fatti, non si può dubitare che le leggende dei “figli di Ad”, “gli Adites” e “gli Aditya,” facciano tutte riferimento ad Atlantide.

George Smith, nel racconto caldeo della creazione (p. 78), decifrato dalle tavolette babilonesi, mostra che vi era una razza originale di uomini, all’inizio della storia caldea, una razza oscura, chiamata Zalmat–qaqadi, o Ad–mi, o Ad–ami, ed erano la razza “che era caduta“, e si distinguevano dai “Sarku, o la razza della luce”.
La “caduta” si riferisce probabilmente alla loro distruzione da un diluvio, in conseguenza del degrado morale e dell’indignazione degli dèi.
Il nome di Adamo appare chiaramente in queste leggende, ma come il nome di una razza, non di un uomo.
La Genesi (cap. V, 2) dice chiaramente che Dio ha creato l’uomo maschio e femmina, e “gli ha dato il nome di Adam.” Vale a dire, quella gente si chiamava Ad–ami, la gente di “Ad”, o Atlantide.

“L’autore del Libro della Genesi”, dice Schœbel, “parlando di uomini che erano stati inghiottiti dal diluvio, li chiama sempre ‘Haadam’, ‘umanità Adamita’”. La razza di Caino visse e si moltiplicò lontano dalla terra di Seth, in altre parole, lontano dal paese distrutto dal diluvio.
Giuseppe Flavio, che ci dà la primitiva tradizione degli ebrei, dice (cap. II, p. 42) che “Caino viaggiò per molti paesi”, prima di arrivare nella terra di Nod.

La Bibbia non dice che la razza di Caino perì nel diluvio. “Caino si allontanò dalla presenza del Signore”, non chiamò il suo nome, le persone che furono distrutte erano i “figli di Geova”. Tutto questo indica che colonie di grandi dimensioni erano state inviate dalla madrepatria, prima che affondasse nel mare.

Si trovano così i figli di Ad alla base di tutte le razze più antiche di uomini, cioè gli Ebrei, gli Arabi, i Caldei, gli Indù, i Persiani, gli Egizi, gli Etiopi; testimonianza che tutte queste razze facessero riferimento per le loro origini ad un vago ricordo di Ad–lantis.

stralcio tratto dalla pagina: http://www.tanogabo.it/tradizioni_atlantide.htm

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