L’arma segreta di Zuse

articolo di Lucius Etruscus

doktor_konrad_zuseSiamo nel 1945 e Berlino sta soccombendo sotto i bombardamenti. Ma Konrad Zuse non si sta preoccupando per la sua città, né per la sua vita, ma sta tremando per la sua creazione: lo Z4.
Sin dagli anni ’30 Zuse si accorse che le macchine calcolatrici dell’epoca non avevano alcuno sbocco se non commerciale. Spinto dalla voglia di inventare una macchina più completa, già all’età di 28 anni coinvolse l’amico Helmut Schreyer in un progetto di costruzione: nel salotto della propria casa: i due giovani costruirono lo Z1, una macchina in grado di fare calcoli molto più velocemente delle macchine dell’epoca.

Konrad Zuse con una riproduzione dello Z1

Konrad Zuse con una riproduzione dello Z1

Nel 1940 Zuse migliorò la sua stessa creatura con lo Z2, un calcolatore in grado di fare velocissime moltiplicazioni, e l’anno successivo lo Z3, in grado di estrarre anche le radici quadrate. Visto che non esistevano macchine simili altrove, Zuse si sentì giustamente esaltato dalla sua invenzione.
Ma la Storia lo stava sommergendo: Berlino venne bombardata a tappeto e lo Z3 venne completamente distrutto. Zuse non si diede per vinto e costruì lo Z4, ma quando nel 1945 i bombardamenti tornarono ad essere un pericolo imminente, decise che non si poteva più restare nella capitale.
Ma come trasportare una macchina gigantesca attraverso una città bombardata? Servivano gru, automobili, operai… e Zuse non aveva nulla di tutto questo a disposizione.

Z4

Z4

In quel periodo, un certo dottor Funk (probabilmente Hans-Jürgen Funk, ma stranamente Zuse non riporta mai il suo nome per intero nella propria autobiografia!) premeva per entrare nel team di Zuse. Non era spinto da passione scientifica: è solo che voleva ottenere il congedo militare riservato agli scienziati!
Viste le pressanti richieste di Funk, Zuse gli fece una semplice proposta: se riusciva a far uscire da Berlino lo Z4, il dottor Funk sarebbe entrato a pieno titolo nella sua équipe, salvandosi dal fronte.
Tanto bastò alla fantasia di Funk…

Quella che oggi conosciamo come Z4 (in onore di Zuse), all’epoca venne chiamata V4, cioè Versuchmodell (“modello sperimentale”) 4. Il dottor Funk non fece altro che scrivere una lettera al Ministero, con tanto di carta intestata dell’Università, in cui scrisse che «La V4 deve lasciare Berlino intatta».
Funk contò sul fatto che il Ministero era responsabile di due modelli di armi, V1 e V2 (da Vergetungswaffen, “armi di rappresaglia”): nessuno infatti si prese la responsabilità di abbandonare un V4, pur non sapendo se fosse un’arma o meno.
Fu il Ministero stesso infatti a mettere mezzi di trasporto a diposizione di Zuse, che riuscì a portar via intatto il suo calcolatore mascherato da arma da rappresaglia!

Esempio di “vergetungswaffen”, arma da rappresaglia tedesca

Esempio di “vergetungswaffen”,
arma da rappresaglia tedesca

Dopo aver girato diverse città, la macchina calcolatrice finì in una stalla di Hinterstein, un paesino dell’Allgau.

 Autobiografia di Zuse

Autobiografia di Zuse

Rimase qui diversi anni, finché Zuse non trovò dei finanziatori per fondare una società (Zuse KG) e portare lo Z4 a Zurigo, facendolo diventare… il primo computer della storia!

tratto da: http://www.tanogabo.it/Inviati_speciali/Zuse.htm

Questa voce è stata pubblicata in Scienza, Storia e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.