L’acqua sui pianeti extrasolari è “misteriosamente” poca

L’acqua sui pianeti extrasolari è ‘misteriosamente’ poca: sono le conclusioni ottenute dalla più precisa misurazione della quantità di acqua presente in un pianeta esterno al Sistema Solare. L’analisi dell’atmosfera di tre pianeti giganti lontani tra i 60 e 900 anni luce, realizzata da un gruppo di ricerca dell’Università di Cambridge e pubblicata sull’Astrophysical Journal Letters, mette in crisi la teoria di riferimento sulla formazione dei pianeti.
A scombinare i modelli dei planetologi sono i giganti gassosi, HD 189733b, HD 209458b e WASP-12b, che fanno parte della categoria cosiddetta dei ‘Giove caldi’ in quanto simili a Giove ma con una temperatura molto più alta.
I dati ottenuti da Hubble, il telescopio spaziale della Nasa e dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), hanno infatti dimostrato che la loro atmosfera possiede tra dieci e mille volte meno acqua di quanto ipotizzato finora.
Le misure, le più precise di questo tipo mai eseguite, mettono in crisi le attuali teorie di riferimento sulla formazione dei pianeti. ”E’ come aprire una scatola di vermi”, ha detto il responsabile dello studi, Nikku Madhusudhan. Le misure, ha aggiunto, ”creano infatti una situazione complicata: ci aspettavamo che questi pianeti avessero molta acqua nell’atmosfera. Ora dobbiamo rivedere i modelli di formazione e ‘migrazione’ dei pianeti giganti, in particolare dei Giove caldi, per comprendere come si sono formati”.

La mancanza d’acqua però potrebbe anche essere spiegata dalla presenza di eventuali polveri o nubi che non permettono di analizzare la profondità dell’atmosfera. In ogni caso i dati dimostrano la grande sensibilità raggiunta dagli strumenti e fanno ben sperare sulla capacità futura, anche grazie ai successori di Hubble, di poter un giorno individuare possibili gemelli della Terra.

fonte

Questa voce è stata pubblicata in Astronomia e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.