L’acqua si può depurare con le bucce d’arancia

Di Ilaria Quattrone

Gli scienziati hanno trovato un metodo alternativo per depurare l’acqua: utilizzare le bucce di agrumi.

Un team di ricercatori ha dimostrato che con gli scarti dell’industria petrolifera e degli agrumi, è possibile purificare l’acqua. Potrebbe essere una scoperta interessante e destinata a dare un contributo decisivo nel recupero dell’acqua. Un team di ricercatori guidati dal docente di Chimica Sintetica Justin Chalker della Flinders University di Adelaide che si è avvalso della collaborazione del Centre for NanoScale Science and Technology dell’Università di Tulsa, dell’Institute of Molecular Medicine, dell’Università di Lisbona e di quella di Cambridge, ha portato avanti uno studio di grande spessore, pubblicato sulla rivista Angewandte Chemie International Edition dimostrando che, a partire dagli scarti dell’industria petrolifera e da quelli degli agrumi, è possibile purificare l’acqua degli oceani e bonificare gli acquedotti. E’ quanto riporta In a Bottle (www.inabottle.it) sul tema dello sviluppo sostenibile.

ACQUA COPTutto ruota attorno l’ideazione di un polimero in grado di eliminare il mercurio dalle acque e dal suolo.
Il composto, zolfo-limonene polisolfuro, è realizzato interamente in scarti industriali di zolfolimonene. Il polimero realizzato presenta un duplice vantaggio: non è tossico ed è poco costoso. Esso combina, come detto, lo zolfo industriale e il limonene. Entrambi facilmente reperibili: il primo poiché gli impianti petroliferi producono oltre 70 milioni di tonnellate di zolfo ogni anno, mentre i macchinari che trattano gli agrumi producono più di 70milioni di tonnellate di limonene, che si trova nelle bucce d’arancia. Fungendo da collante con il mercurio impedisce a questo di propagarsi. Ad esempio, per la depurazione del suolo, quest’ultimo viene lavato con acqua, e il mercurio solubile viene rimosso dopo aver aderito al polimero. Il team di ricerca intende utilizzare il polimero comerivestimento per tubi o filtri per l’acqua, al fine di rimuovere il mercurio. Per operazioni su larga scala, letti di polimero potrebbero essere progettati per l’estrazione del mercurio. Si pensi all’inquinamento da mercurio di ampie aree di mari o oceani.

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Ilaria Quattrone Nata il 6 agosto 1992 a Melito di Porto Salvo (RC), laureata nel 2014 all’Università degli Studi di Messina. Collabora con MeteoWeb dal 2015 quando ha iniziato la sua carriera da giornalista scientifica. Studia l’ambiente e la climatologia.

fonte: meteoweb.eu 

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