La Terra verso una (nuova) estinzione di massa?

In linea con le prerogative del nostro blog che ci impone di sfruttare le potenzialità offerte dal web per farci raggiungere le notizie che ciascuno di noi ritiene di dover mettere in evidenza, oggi desidero sottoporvi il sottostante articolo di Sandro Iannaccone pubblicato su wired.it

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Sul nostro pianeta stanno scomparendo sempre più specie. E l’assottigliamento della biodiversità è ormai velocissimo. Putroppo, è colpa nostra

(Immagine: De Agostini/ Picture Library De Agostini/Getty Images)

338 specie estinte con sicurezza. Altre 279 praticamente scomparse. La maggior parte di esse negli ultimi 115 anni, a seguito dell’aumento dell’attività antropica sul pianeta. In condizioni naturali, ovvero se gli esseri umani non avessero messo a repentaglio l’equilibrio degli ecosistemi, si sarebbe dovuto attendere tra 800 e 10mila anni per osservare gli stessi fenomeni. Sono questi i risultati principali – e per niente incoraggianti – di uno studio appena pubblicato su Science Advances da un’équipe di ricercatori coordinata da Gerardo Ceballos, della National Autonomous University del Messico. Gli scienziati, senza giri di parole, sostengono infatti che il biota del nostro pianeta stia entrando in una sesta grande estinzione di massa, che comporta il veloce e significativo assottigliamento della biodiversità terrestre.

Vogliamo valutare”, scrivono gli autori nell’abstract del lavoro, “se le attività umane stiano causando un’estinzione di massa, anche usando le ipotesi più conservative”, cioè le stime meno prudenti rispetto all’evoluzione e all’estinzione naturale delle specie. In numeri: gli scienziati hanno vagliato un modello che prevede l’estinzione di 2 specie di mammiferi ogni 10mila specie per un secolo (ovvero 2 E/Msy) e hanno poi comparato questo tasso con quello reale, basato sulle vere estinzioni di mammiferi e vertebrati. Basandosi sull’ipotesi 2 E/Msy, si sarebbero dovute estinguere 9 specie di vertebrati dal 1900. In realtà, ne abbiamoperse ben 477. Dunque, dicono gli scienziati, “anche sotto questa ipotesi, che tenderebbe a minimizzare le prove di un’estinzione di massa incipiente, il tasso medio di perdita delle specie nell’ultimo secolo è di gran lunga più alto rispetto a quello teorico”. E, dunque, l’estinzione di massa è già in atto: cosa ancora più grave, secondo gli scienziati, “la finestra temporale per cambiare le cose si sta chiudendo rapidamente”.

Nell’ultimo mezzo miliardo di anni, in effetti, la vita sulla Terra ha già subito cinque estinzioni di massa (i cosiddetti Big Five Mass Extinction Events), dovute a cambiamenti climatici, glaciazionivulcanesimo e il grande impatto meteoritico che – probabilmente – ha spazzato via i dinosauri.
Allora non c’eravamo. Stavolta, però, non abbiamo scuse: come ha spiegato a National GeographicElizabeth Kolbert, giornalista autrice del libro La sesta estinzione,“non c’è alcun dubbio sul fatto che siamo responsabili degli alti tassi di estinzione delle specie. Ci sono pochissime specie – se non nessuna – che sappiamo con certezza sarebbero avvenute anche senza l’attività umana”. Le nostre colpe sono quelle di aver introdotto specie troppo invasive, di aver cambiato il clima troppo velocemente rispetto agli standard geologici, di aver modificato la composizione chimica degli oceani e della superficie del pianeta, di aver deforestato, di aver esagerato con le monocolture e con lapesca.

Se gli argomenti ecologici non dovessero convincervi, comunque, sappiate che ci sono anche fattori economici di cui non possiamo tener conto. Come sottolinea PopSci, infatti, la biodiversità vale all’umanità circa 145 bilioni di dollari, tra fornitura di medicinalipollini, purificazione delle acque e ossigenazione dell’atmosfera, per citare solo gli effetti più significativi. Se i tassi di estinzione dovessero proseguire al ritmo attuale, fa notare l’équipe di Ceballos, “l’umanità sarà privata della maggior parte dei benefici ecologici in un arco temporale pari a tre vite umane. Una perdita virtualmente permanente, considerando che il nostro pianeta ha impiegato migliaia di anni a ri-diversificarsi dopo le estinzioni precedenti. Siamo tutti avvisati.

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