Kumari Kandam, un leggendario continente perduto

Si tratterebbe di un continente ancora da scoprire e attualmente sommerso nell’Oceano Indiano: Kumari Kandam, luogo di storie leggendarie su Shiva e di miti in stile Atlantide. Il riferimento appare per la prima volta nel Kanda Puranam, una versione del 15° secolo scritta in Tamil dello Skanda Purana, il più vasto tra i diciotto Purana principali, nel quale sono riportate una serie di leggende su Shiva e i luoghi santi a lui collegati. L’antico testo cita alcune grandi inondazioni oceaniche che hanno sommerso le terre a sud dell’India.

Kumari-KandamAfrica, America, Europa, Asia e Oceania. La teoria a cinque continenti, ad aggi la più accreditata anche se con molte interpretazioni (c’è chi parla di sette aggiungendo l’Antartide e differenziando l’America in settentrionale e meridionale; o chi addirittura unisce Asia e Africa; insomma, il dibattito è aperto) potrebbe essere stravolta da un possibile nuova scoperta. Sommerso nell’Oceano Indiamo, infatti, vi sarebbe un continente perduto e naturalmente inesplorato.
Kumari Kandam potrebbe, però, presto tornare alla luce andando nuovamente a mettere in crisi le teorie sul numero dei continenti. Già nel XV secolo ci furono i primi riferimenti a Kumari Kandam ma poi, nel corso degli anni viste le assenze di conferme a riguardo, la suggestiva ipotesi è finita nel dimenticatoio. Questo almeno fino ad oggi quando Kumari Kandam è tornato di moda.
Al di là di quello che comporterebbe per il Pianeta e per gli studi geofisici ad esso collegati, Kumari Kandam è portatore di una serie di leggende su Shiva e i luoghi sacri a lui collegati.
Kumari Kandam secondo la tradizione sarebbe stato sommerso dalle inondazioni che nei secoli scorsi hanno colpito l’India. Come dire, Kumari Kandam una nuova Atlantide, la mitica città sommersa della quale parla Platone. Oltre alle suggestioni, però, dietro Kumari Kandam c’è qualcosa di più in quanto la sua possibile presenza è collegata alla teoria scientifica di Lemuria. Il geologo Sclater nel XIX rimase sorpreso dal ritrovamento di fossili di lemuri in Madagascar e India ma non in Africa e Medio Oriente: teoria poi accreditata come la più autorevole del tempo a spiegare il flusso migratorio dei lemuri.
Fino ad oggi il lembo di terra dove sorgerebbe Kumari Kandam, è stato considerato una formazione naturale, ma la recente ipotesi (riscontrata dalle immagini satellitari della Nasa) di un ponte, farebbe propendere verso la presenza umana in passato anche su queste terre. Si tratta del cosiddetto ‘Ponte di Adamo‘ (noto anche come ‘Ponte di Rama’), una lingua di terra costituita da sabbia, limo e ghiaia che si estende per 18 miglia, collegando lo Sri Lanka alla terra ferma.

Kumari-Kandam, Google MapsQuesto lembo di terra è sempre stato considerato come una formazione naturale. Tuttavia, secondo alcuni osservatori, le immagini satellitari della Nasa sembrano mostrare un lungo ponte artificiale distrutto sotto la superficie dell’oceano.
L’esistenza di un ponte in questa posizione è supportata anche da un’altra antica leggenda. Il Ramayana racconta la storia di Sita, moglie di Rama, tenuta prigioniera sull’isola di Lanka. Rama ordinò la costruzione di un ponte mastodontico per trasportare il suo esercito di vanara (uomini scimmia) sull’isola.
Come spesso accade per la maggior parte dei miti, sembra possibile che ci siano nuclei storici alla base dei racconti leggendari. Dunque, qualcosa di vero potrebbe esserci anche nelle tradizioni tamil su Kumari Kandam. In che misura, tuttavia, è ancora da determinare.
Il continente perduto non è solo teoria ma un’idea che si tramanda nella letteratura antica da secoli, tanto che sono in molti a credere che il continente di Lemuria sia esistito realmente.
Tra questi vi è il gruppo di nazionalisti tamil. Il termine Kumari Kandam compare per la prima volta nel 15° secolo nel Kanda Puranam, una versione del 15° secolo scritta in Tamil dello Skanda Purana, il più vasto tra i diciotto Purana principali, nel quale sono riportate una serie di leggende su Shiva e i luoghi santi a lui collegati.
Il testo riprende alcune leggende riguardanti un’antica terra a sud dell’India sommersa dall’Oceano Indiano. Il riferimento più antico risale al 2° secolo d.C. ed è contenuto nel Silappadhikaram, uno dei cinque grandi poemi epici della letteratura Tamil. Secondo i racconti, “il mare crudele” prese la terra governata dai re Pandiyan, compresa tra i fiumi Pahruli e Kumari, corsi d’acqua che un tempo fluivano nel continente ormai sommerso.
Quando le teorie su Lemuria arrivarono nell’India coloniale, il popolo cominciò a considerare le antiche leggende come fatti storici. Come risultato, Lemuria fu rapidamente identificata con Kumari Kandam, caricando la leggenda di sentimenti nazionalisti.
I nazionalisti sostenevano che i re Pandiya di Kumari Kandam erano i governanti di tutto il continente, e che la civiltà Tamil fosse la più antica del mondo. Quando Kumari Kandam fu sommersa, la sua gente si sparse in tutto il mondo fondando diverse civiltà. Da qui, l’affermazione che il continente perduto è stato anche la culla della civiltà umana.

fonti: centrometeoitaliano.it e ilnavigatorecurioso.it
tratto da: Kumari Kandam, un leggendario continente perduto

 

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