Inaspettato comportamento di una stella vicino a un pianeta supermassiccio

Osservato per la prima volta l’inaspettato comportamento di una stella attorno a cui orbita un pianeta supermassiccio. La stella si comporterebbe come se fosse molto più vecchia di quanto in realtà non sia. Il risultato, ottenuto, grazie all’osservatorio orbitante per raggi X della Nasa Chandra, parla molto italiano.
Il “colpevole” di questo giallo stellare si chiama WASP_18b, è un pianeta extrasolare che si trova a 330 anni luce dalla Terra insieme alla stella WASP_18, attorno a cui orbita. Si tratta di un pianeta supermassiccio, con una massa pari a 10 volte quella di Giove e che completa la sua orbita intorno a WASP-18 in meno di 23 ore (Giove ci mette 12 anni a girare intorno al Sole).
Rientra, come ricorda Media Inaf, l’istituto nazionale di astrofisica, nella categoria dei pianeti classificati come “Hot Jupiter”, ma non è per queste sue caratteristiche che gli scienziati ritengono di aver fatto una scoperta interessante, bensì per l’effetto che esso avrebbe sulla sua stella madre: la fa sembrare più vecchia.
Ignazio Pillitteri, dell’Osservatorio Astronomico Inaf di Palermo, è lo scienziato alla guida del team che ha condotto lo studio pubblicato lo scorso luglio su “Astronomy and Astrophysics”: “WASP-18 è un esopianeta davvero estremo – dice -. È uno dei gioviani caldi, o Hot Jupiters, più massicci tra quelli conosciuti e uno dei più vicini alla propria stella ospite. Queste caratteristiche hanno portato ad un comportamento del tutto inaspettato, questo pianeta sta causando una sorta di invecchiamento precoce alla stella”.
Grazie alla correlazione esistente tra l’attività magnetica e l’emissione delle stelle osservabile ai raggi X i ricercatori hanno stabilito che WASP-18 avrebbe un’attività cento volte inferiore a quella che potrebbe “permettersì’ per l’età che ha. Per gli standard astronomici, infatti, si tratta di una stella giovane la cui età è stata stimata tra i 500 milioni e i due miliardi di anni (per fare un confronto il nostro Sole, che è intorno alla metà del proprio ciclo vitale, ha circa 5 miliardi di anni), ma il comportamento che viene osservato è quello di una signora ben più attempata.
Niente intense emissioni di raggi X, niente forti campi magnetici, nessuna grande eruzione o fiammata – insomma – nessuno di quei comportamenti sarebbe normale osservare in una stella della sua età. Uno dei co-autori dello studio è Scott Wolk dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge, Massachusetts, per il quale “il pianeta sta facendo invecchiare la stella provocando un’enorme scompiglio al suo interno”.
“La forza di gravità del pianeta potrebbe essere alla base di un sommovimento dei gas all’interno della stella tale da provocare un indebolimento della convezione”, aggiunge Salvatore Sciortino, un altro dei coautori dello studio, già direttore dell’Osservatorio Astronomico INAF di Palermo.
“Questo – prosegue – innescherebbe un effetto domino con il risultato che mano a mano che il campo magnetico della stella si indebolisce essa “invecchia”, per così dire, in modo prematuro”.

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