Il sacrificio dell’abbacchio

L’amico Sandro Boccia scrive un post in prosa rimata, anche se libera,  che io desidero sottoporre anche a chi legge questo blog

Aspettando la Santa Pasqua non possiamo non pensar al povero agnello

Caravaggio - Il sacrificio di Isacco

Caravaggio – Il sacrificio di Isacco

“E’ una vergogna! Altro che carota, qui ci vuol il bastone!”
disse dal cielo fra gli angeli luminosi Iddio a Abramo.

“Gli uomini son peggio delle bestie e più gli do’ una mano
più ci rimetto in dignità facendo pure la figura del fregnone.
Tu invece mi sembri l’uomo più buono di questo mondo,
e proprio per questo devo essere sicuro fino in fondo
che per davvero mi posso fidar di te ciecamente;
ti chiedo perciò il sacrificio supremo: la vita di tuo figlio,
è una prova che ti sembrerà crudele ma non è niente
al confronto della felicità eterna, te lo posso assicurar io!”
Al Patriarca queste parole gli infiammarono il cervello
ma la fede a volte può esser più forte dell’amore,
e così non si perse d’animo e seppure a malincuore
mise Isacco sull’altare per scannarlo con il coltello.
Il Dio allora, pago del sentimento religioso evidenziato,
gli fermò la mano a mezz’altezza salvando Isacco,
e, come un prestigiatore, tirò fuori con magia dal sacco
un bell’agnello che pigliò il posto del ragazzo designato.
“Insomma” disse l’Abbacchio “son sempre io che ci rimetto.
Or ch’è Pasqua mi tagliano la gola e fò la fine che farà Giordano Bruno.
A nessuno nella vita ho mai mancato di riguardo, di rispetto
anzi ho dato lana, latte, carne senza far del male a qualcuno.
E adesso mi merito questo premio per aver sempre detto: “Bee…bee…”
e se non rigavo dritto che mi sarebbe mai successo, poveretto me?”

agnello

 

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