La storia di un famoso FALSO

Il “Papiro Tulli”, dopo essere stato per decenni citato come un oggetto “misterioso” e “fuori della propria epoca”, nel 2006, in seguito ad una analisi da parte di appassionati e studiosi di una comunità online si è definitivamente appurato essere un falso composto da frasi tratte da diverse fonti.

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Nel 1934, il papiro egizio, noto col nome di “Papiro Tulli”, fu trovato nel negozio di un antiquario, in Egitto, dai fratelli professor Alberto Tulli (allora direttore del Pontificio Museo Egizio Vaticano) e monsignor Augusto Tulli.
Il papiro, non poté essere acquistato per l’alto prezzo, ma il professor Tulli copiò il testo che venne poi trascritto da ieratico in geroglifico, con l’aiuto del direttore del Museo del Cairo, abate E. Drioton.
Il papiro narrava di una serie di avvistamenti di oggetti misteriosi nel cielo. Protagonisti della vicenda il Faraone Thuthmosis III (1504-1450, circa a. C.) e molti suoi sudditi.
Il papiro presentava cancellature anche nel documento originale, in punti nevralgici del testo, cancellature che sembravano volute, quasi a voler evitare che l’episodio fosse comprensibile.
trascrizione del papiro Tulli
Il professor Solas Boncompagni, studioso di clipeologia, nel 1963, venne a conoscenza dell’esistenza del papiro, la cui traduzione era stata pubblicata per la prima volta nel 1956, dalla rivista ufologica inglese “Flying Saucers Uncensored” e poi dalla rivista “The Doubt”, sempre inglese.
Boncompagni comunicò tale notizia al periodico “Settimana Incom” che pubblicò la sua lettera.

La rivista “Clypeus” pubblicò, nel gennaio 1964, la traduzione in italiano del testo geroglifico.
La traduzione fu integrata con note esplicative.

 

Traduzione in italiano del testo geroglifico:

 

 

“…il ventiduesimo giorno del terzo mese d’inverno, alla sesta ora del giorno 1 gli Scribi, gli Archivisti e gli Annalisti della Casa della Vita si accorsero che un cerchio di fuoco 2 (lacuna). 3 Dalla bocca emetteva un soffio pestifero, 4 ma non aveva “testa”, 5 il suo corpo misurava una pertica per una pertica 6 ed era silenzioso. 7 Ed i cuori degli Scribi, degli Archivisti tutti furono 8 atterriti e confusi ed essi si gettarono nella polvere col ventre a terra…. (lacuna) essi riferirono allora la cosa al Faraone. Sua Maestà ordinò di… (lacuna) 9 è stato esaminato… (lacuna) ed egli stava meditando su ciò che era accaduto, che era registrato dai papiri della Casa della Vita. 10 Ora, dopo che fu trascorso qualche giorno, ecco che queste cose divennero sempre più numerose nei cieli d’Egitto. 11 Il loro splendore superava quello del sole 12 ed essi andavano e venivano liberamente per i quattro angoli del cielo… (lacuna). 13 Alta e sovrastante nel cielo era la stazione 14 da cui andavano e venivano questi cerchi di fuoco. 15 L’esercito del Faraone la osservò a lungo con lo stesso Re. 16 Ciò accadde dopo cena. 17 Di poi questi cerchi di fuoco salirono più che mai alti nel cielo e si diressero verso il Sud. 18 Pesci ed uccelli caddero allora dal cielo. 19 Grande fenomeno che mai a memoria d’uomo fu in questa terra osservato… (lacuna) 20 ed il Faraone fece portare dell’incenso per rimettersi in pace con la Terra 21 (lacuna) 22 e quanto accadde il Faraone diede ordine di scriverlo e di conservarlo negli Annali della Casa della Vita, affinché fosse ricordato per sempre dai posteri…”

 

 

Note esplicative:

 

  1. Non si può definire con precisione il mese e l’ora, poiché non conosciamo ancora con esattezza il calendario degli antichi egizi.

  2. Aveva dunque un alone il cerchio che si spostava?

  3. Nella interruzione doveva figurare la direzione nello spazio e forse altri importanti dettagli.

  4. Bocca anteriore o posteriore? La definizione farebbe pensare alla parte anteriore; si potrebbe pensare ad un bolide. Il soffio invece dà l’idea della propulsione. Pestifero? Forse non è una esatta traduzione del papiro o lo storico l’ha usato impropriamente nel senso peggiorativo.

  5. “Testa” non corrisponde ad una esatta traduzione del geroglifico; si può dedurre anche dal fatto che la traduzione riporta il termine tra virgolette. Ma la testa è sede di comando, quindi non era visibile la cabina di comando che d’altra parte essi, anche figurando, non avrebbero allora potuto riconoscere.

  6. Era perciò circolare e misurava circa cinquanta metri.

  7. Avvalora tanto la tesi meteorica che quella clipeologica.

  8. Da ciò.

  9. Probabilmente di ricercare se analoghi fatti fossero stati in precedenza registrati nei papiri della Casa della Vita.

  10. Si noti come le lacune siano, nella traduzione del papiro, proprio nei tratti forse più interessanti e per noi posteri – diciamo – punti chiave per importanti deduzioni storiche ed anche scientifiche.

  11. Il termine “cosa” si è usato anche recentemente per indicare i Dischi Volanti, avendo il più delle volte forme varie ed indefinibili; è un termine quindi universalmente accettabile come definizione logica che l’uomo di ogni epoca abbia dato agli UFO.

  12. Tale ed insolita doveva apparire la loro luminosità, specie notturna; è da tenere presente che, di giorno, poi, anteposti allo stesso sole, sono stati scambiati per il sole medesimo.

  13. È evidente che la lacuna poteva precisare importanti dati sulla direzione e sulla velocità degli UFO, ma già quel “per i quattro angoli” dice tutta la remota provenienza di quei corpi celesti, per i quali non esisteva limite d’orizzonte.

  14. Chiarissima descrizione della nave-madre-astronave cosmica.

  15. Altra logica e chiara definizione dei ricognitori spaziali UFO.

  16. Era quindi pressoché immobile.

  17. Visione notturna.

  18. Il complesso fenomeno ci richiama alla memoria casi ormai classici.

  19. Apporti abituali in tali manifestazioni.

  20. La interruzione non esclude un fuorché…, con importanti citazioni anteriori a quella data e di eccezionale importanza storica.

  21. S’intenda per Terra l’altare sacro al dio Sole egiziano, Amon-Ra, tenendo presente che gli Egiziani reputavano queste manifestazioni energetiche una emanazione voluta da quello stesso dio, quale segno d’ira verso gli uomini.

  22. Ancora una lacuna in cui non è improbabile che si precisasse qualcosa che poneva in stretto legame la remota origine del culto solare con tali avvistamenti.

Fonte: riviste “Clypeus” n.1 gennaio 1964, Giornale dei Misteri n.214


Il testo rimase noto soprattutto negli ambienti ufologici, che lo accettarono in modo acritico e lo usarono a più riprese per “provare” presunti contatti con entità aliene in epoche remote o per ipotizzare cadute di corpi celesti. Altri studiosi, tra cui Renato Vesco, videro nel documento una cronaca dell’esplosione di Santorini, se non una metafora per un periodo di turbolenze sociali.
Gianfranco Nolli, direttore della sezione egizia dei Musei Vaticani, bollò il documento come falso, dubitando della preparazione del suo predecessore.
Il papiro venne sottoposto nell’aprile 2006 ad analisi da parte di appassionati e di studiosi: tramite una community online italiana (egittologia.net) si cominciò a studiare il “caso” partendo dalla traduzione del testo ex novo, traendolo dall’immagine pubblicata da de Rachewiltz. Durante la traduzione, Franco Brussino, esperto di egittologia, notò la similarità tra alcuni passi del papiro e delle frasi provenienti da testi noti. La ricerca bibliografica portò a ritrovare le medesime frasi del papiro incriminato in un testo fondamentale sulla scrittura egizia, Egyptian Grammar di sir Alan H. Gardiner, pubblicato nel 1927 e quindi antecedente alla scoperta del papiro.
Il testo fasullo sarebbe stato composto copiando dalla Grammar singole frasi appartenenti a nove diversi papiri, e le lacune sarebbero state solo un modo per congiungere tra loro passi scorrelati, in modo da mantenere allo stesso tempo maggiore coerenza interna ed un alone di mistero. A conferma della posteriorità del papiro rispetto al testo di studio, due errori di trascrizioni presenti nelle prime edizioni del volume del Gardiner risultano presenti anche sul documento.
Il papiro è dunque risultato essere una complessa ed ottimamente realizzata burla, se non addirittura una truffa, tanto sofisticata da essere sopravvissuta per trent’anni e da aver giocato anche esperti del settore, nonché ufologi improvvisatisi esperti di egittologia. È interessante notare che già nell’articolo di De Rachewiltz su Doubt compare un indizio che può far supporre che proprio il principe sudtirolese possa essere stato l’autore della burla. Subito dopo la traduzione del papiro infatti De Rachewiltz scrive “I think that this papyrus is part of a book preserved in that mysterious institution called House of Life (of which Sir Alan Gardiner has written) that I am actually deeply investigating”. De Rachewiltz cita dunque proprio l’autore della Egyptian Grammar dalla quale sono state estratte le frasi usate per comporre il falso papiro.
Oltre a questa truffa/burla iniziale, negli ultimi decenni sono state realizzate e pubblicate nuove versioni sia del ritrovamento (che si arricchiscono di particolari sempre più romanzeschi) che della trascrizione, evidentemente falsate e realizzate da mano impreparata, con lo scopo specifico di colmare le lacune tra quanto riportato nel papiro e le varie versioni “misteriose”.

vedi: Lo studio che svela il mistero, su Egittologia.net