Il fascino del Buddha

Il buddismo è diffuso in Cina da 2.000 anni. Tuttavia il suo destino ha visto alti e bassi secondo l’atteggiamento della classe dominante.
Nel corso dell’evoluzione storica la maggior parte della statuaria buddista è andata persa o è stata distrutta, mentre i resti sono molto danneggiati, ormai privi dell’aspetto originale. Dagli Han occidentali alla fine della dinastia Qing, nell’arco di oltre 1400 anni, Qingzhou è sempre stata capoluogo e centro politico, economico, militare e culturale della penisola dello Shandong.
Buddha_1Nel 1996 la scoperta delle statue buddiste nel sito del Monastero Longxing dimostra che nell’antichità era anche un importante centro di attività buddiste. Visto che sono state seppellite piuttosto presto, le statue del Monastero Longxing hanno mantenuto il loro vivice aspetto originale e in particolare la tecnica della doratura e della pittura policroma ci ha fornito materiali concreti per conoscere il vero aspetto dell’antica statuaria cinese. Grazie al lavoro degli archeologi, queste statue hanno ripreso il loro fascino, presentando al pubblico un aspetto completamente nuovo.
Dai Wei settentrionali ai Song settentrionali, seguendo l’orbita dell’evoluzione del Buddismo in Cina, per i suoi contenuti ideologici la statuaria buddista del Monastero Longxing è gradualmente passata dal cielo alla terra, dal mondo ultraterreno a quello terreno e dal vuoto alla realtà. Le figure del periodo dei Wei settentrionali osservano per lo più gli standard della statuaria buddista indiana.
All’epoca dei Qi settentrionali, la tecnica scultorea si fece più ricca e l’espressione e l’atteggiamento dei personaggi più vivaci e naturali, con abiti sottili, come appena usciti dall’acqua e una pieghettatura verticale ricca di gradazione. Le sculture dell’epoca presentano una scarsa lavorazione, rendendo i cambiamenti dell’abbigliamento coi colori stesi in superficie. Alcune statue recano sul petto o sulle spalle delle figure umane, secondo la statuaria cosiddetta delle “figure umane nel mondo divino”, molto rara nell’archeologia buddista, il che le rende dei tesori di arte.
Buddha_2Dopo le dinastie Sui e Tang, la maggior parte delle figure era ormai vicina alla proporzione del corpo umano dei cinesi, lasciando lo stile vigoroso e deciso delle aree dell’ovest, con una struttura e stile sviluppate in direzine della dolcezza e raffinatezza. Con un’alta tecnica di pittura realistica, gli artigiani hanno amalgamato nel mondo buddista sentimenti umani, usanze mondane e bellezza interiore, creando il fascino romantico e sereno dell’Oriente. Sullo sfondo della profonda cultura cinese e secondo il senso estetico dei cinesi, l’arte buddista introdotta dall’India ha realizzato quindi il processo di localizzazione.
Le statue del Monastero Longxing rappresentano per la maggior parte il Budda, che come fondatore della religione è reso in modo ultraterreno e ideale. Le figure di Budda sono regolari e squadrate, esprimendo una bellezza ultraterrena e una ricerca della bellezza nella direzione del vuoto.
I gesti delle mani del Budda riflettono compassione, coraggio o serenità. Questi gesti silenziosi costituiscono un linguaggio eterno, come se illustrassero la profonda dottrina nascosta nel cuore del Budda.
Il sorriso è l’aspetto più affascinante della statuaria di Longxing. Davanti alle figure di Budda, guardando il loro misterioso sorriso, si percepisce che alle spalle esiste una realtà complessa e insondabile. Questi sorrisi ultraterreni sono riflessi da sopracciglia, occhi e labbra, a dimostrazione delle profondità e generosità della saggezza e della compassione buddiste. Per le persone comuni, è difficile capire lo stato ideale del superamento di vita e morte, del dimenticare se stessi della penetrazione del mondo. Il sorriso del Budda supera lo spazio e il tempo, per entrare nei nostri occhi e fissarsi nel cuore.
Dare una forma materiale naturale e semplice alla sua profonda, immensa e misteriosa dottrina costituisce una grande creazione del Buddismo.
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tratto da: http://www.tanogabo.it/letture/Budda.htm
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