I venti galattici rallentano il passo delle stelle

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Un nuovo studio, basato su modelli computerizzati, potrebbe validare la teoria del legame tra eventi cosmici violenti e formazione stellare.

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I venti galattici rallentano il passo delle stelle. Il sospetto c’era ma un nuovo studio, condotto dai ricercatori dell’Università di Edimburgo assieme ai colleghi di Cambridge e Nottingam e pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, ne dà la conferma: i venti innescati dalle esplosioni cosmiche condizionano il tasso di natalità degli astri. Per provarlo, almeno in linea teorica, gli scienziati hanno realizzato al computer simulazioni degli eventi occorsi subito dopo il Big Bang.

L’obiettivo – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – era comprendere meglio in che modo quelle stesse dinamiche violente condizionino oggi i processi di formazione stellare. In quest’ottica, il team ha messo a punto un modello che illustra nel dettaglio come alcuni tra i fenomeni più energetici nella storia del cosmo, che hanno originato galassie come la nostra Via Lattea, esercitino un’influenza decisiva sugli attuali processi di formazione.

I risultati delle simulazioni confermano la teoria per cui gli effetti derivati dalle esplosioni di supernovae rallentino la genesi di nuove stelle: le detonazioni spaziali innescano forti raffiche di vento che ostacolano l’intervento del gas nei processi di formazione. Gli scienziati hanno simulato il comportamento degli elementi creati dopo il Big Bang fondamentali alla creazione delle galassie, ovvero materia oscura, idrogeno ed elio. I dati estrapolati dalla ricostruzione sono stati confrontati con le effettive misurazioni delle quantità di idrogeno che circonda le galassie. Gli alti livelli di questo elemento, suggeriscono che i venti che spirano per effetto della supernova rallentino il percorso del gas verso i nuovi astri.

I modelli realizzati tuttavia non contemplano le galassie più massicce che contengono i quasar – gli oggetti più energetici dell’Universo. Di queste ultime gli scienziati non hanno potuto ricostruire i livelli di idrogeno, tuttavia sostengono che i quasar possano avere un’influenza ancora maggiore sulle galassie che li ospitano attraverso la produzione di getti di gas alimentati da buchi neri. Ulteriori studi potranno fornire un quadro più completo delle dinamiche di genesi di stelle e galassie ai tempi dell’Universo bambino e delle conseguenze sullo scenario attuale ma gli autori della ricerca sostengono che si è già sulla strada giusta.

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