I misteri archeologici tra beffa e realtà

Storia e leggenda spesso si confondono fino all’inverosimile tanto che mi è venuto il desiderio di narrarvi di alcuni arcani che ancor oggi rimangono tali e di altri rivelatisi invece dei veri e propri falsi.Un ritrovamento su cui ancora incombe il mistero è quello del “Tesoro di Priamo”. Il ricco commerciante tedesco Heinrich Schliemann, intorno al 1870, affermò di aver individuato la vera posizione della città omerica, Troia, e di aver riportato alla luce il “Tesoro di Priamo”. Tuttavia la scoperta di Schliemann, considerato dagli archeologi un dilettante senza scrupoli, ha sempre destato sospetti, avvalorati anche dal fatto che negli anni successivi alla scoperta venne ritrovata una lettera in cui lo scopritore rivelava l’intenzione di commissionare ad un orafo una copia del tesoro. I dubbi però sono destinati a rimanere tali poiché il Tesoro di Priamo venne preso dai sovietici alla fine della seconda guerra mondiale e mai restituito. Qualche anno fa pare che il governo di Mosca ne abbia ammesso il possesso ma senza avviare alcuna indagine per stabilirne l’autenticità.
Un enigma che riguarda sempre il mondo storico è incentrato sulla figura di Nefertiti, una delle donne più potenti del mondo antico. Alcuni archeologi britannici, tempi addietro, asserirono di aver identificato il corpo di questa regina dell’antico Egitto, dalla leggendaria bellezza. Dopo molti anni di ricerche, gli studiosi conclusero che quella mummia non troppo ben conservata e ritrovata nella Valle dei Re, fosse proprio quella della mitica regina. Zahi Hawass, egittologo inglese del Supremo Consiglio archeologico del Cairo, ha però negato decisamente questa possibilità. Le anche della mummia ritrovata sarebbero infatti troppo strette per essere quelle di una donna che ha avuto sei figli, come li ebbe Nefertari. Non è neanche escluso che possa trattarsi di un individuo di sesso maschile. Inoltre, secondo la tradizione la bellissima regina sarebbe morta a 35 anni, mentre i resti ritrovati apparterrebbero ad un soggetto con un età alquanto inferiore. Se venisse però confermata, la scoperta costituirebbe uno dei più grandi eventi archeologici.
Negli anni ottanta accadde una vicenda misteriosa e grottesca. A Livorno, durante le celebrazioni del centenario della nascita di uno dei suoi cittadini più illustri, Modigliani, furono ritrovate in un canale della città due teste scolpite che furono attribuite da un gruppo di “esperti” al celebre artista. Tradizione vuole infatti che, il maestro, prima di partire alla volta di Parigi, abbia gettato le opere create nella città natale in cui non si sentiva amato. Ma il settimanale Panorama pubblicò lo scoop che i ritrovamenti erano opera di un gruppo di studenti, i quali, nel corso di una trasmissione televisiva dinanzi al critico d’arte Federico Zeri, scolpirono in pochi minuti con un trapano elettrico, una testa del tutto uguale a quelle ritrovate. Per il mondo dell’arte fu una perdita di credibilità con non poche polemiche ed echi durate decenni.

Questa voce è stata pubblicata in Archeologia, Misteri, Mitologia, Storia e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.