I buchi neri compiono 100 anni, da pura teoria a solida certezza della fisica

Da pura fantasia matematica a solida certezza della fisica: la teoria dell’esistenza dei buchi neri compie 100 anni. Nel 1915 la teoria della relativita’ generale di Albert Einstein dava le basi per ipotizzare l’esistenza di ‘mostri’ capaci di mangiare tutto, anche la luce, oggi non solo sono considerati reali ma il ‘cuore’ di tutte le galassie e per celebrarli molti dei piu’ importanti fisici e matematici mondiali si sono dati appuntamento all’universita’ Sapienza. L’astrofisico Stephen Hawking, i premi Nobel Tsung-Dao Lee e Chen Ning Yang, il matematico britannico reale Martin Rees: sono solo alcuni delle piu’ brillanti menti che hanno dedicato la loro vita allo studio dei buchi neri e che, insieme a un migliaio di colleghi di tutto il mondo, ‘festeggiano’ a modo loro la scoperta dei buchi neri. “La teoria dell’esistenza dei buchi neri nasce 100 anni fa – ha spiegato il fisico Paolo De Bernardis, della Sapienza – come derivato dalla teoria di Einstein. Si trattava pero’ di un concetto puramente teorico, tutto e’ cambiato negli ultimi 40 anni e da oggetti semplicemente ‘affascinanti’ oggi possiamo dire che sono reali”.

buco neroPer fare il punto sullo stato dell’arte delle piu’ avanzate ricerche la Sapienza ospita dal 12 al 18 luglio la 14esima edizione del Marcel Grossmann Meeting, organizzato dalla rete del Centro Internazionale per l’Astrofisica Relativistica (ICRAnet). “Abbiamo qui i principali ricercatori al mondo – ha detto Remo Ruffini, direttore dell’ICRANet e del dottorato internazionale di Astrofisica relativistica della Sapienza – per capire le maggiori novita’ nello studio degli aspetti quantistici della gravita’ e della fisica delle astroparticelle”. “Oggi sappiamo molto dei buchi neri, ad esempio che ogni galassia ne ha uno al suo centro – ha spiegato Martin Rees, dell’universita’ di Cambridge – ma ancora non conosciamo molti aspetti fondamentali, la loro vera essenza”. Per questo nei prossimi giorni verranno affrontati molti aspetti, tra cui anche le prossime missioni spaziali nate con l’obiettivo di svelare gli ancora sfuggenti segreti della gravita’, come la missione internazionale Lisa.

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