Grecia – I monasteri sulle “meteore”

E’ uno dei paesaggi greci più belli, un panorama ed un paesaggio mozzafiato, uno di quelli che fa del paese ellenico uno dei più suggestivi e visitati al mondo. Stiamo parlando delle cosiddette “rocce delle meteore“, enormi massi di colore scuro, che si innalzano all’estremità della pianura tessalica, nella parte nord del paese e che creano un quadro grandioso, aspro e selvaggio, che richiama per l’appunto a delle meteore.
Il nome, deriva dal fatto che questi blocchi di roccia, sembrano venuti dall’alto, si installano quasi improvvisamente nel cuore della pianura tessalica e chiunque mette piede da queste parti, rimane per ore con il naso all’insù, a fissare questa meraviglia di madre natura. Le meteore non sono disabitate; in mezzo a queste rocce, emergono dei monasteri. Sono tre per la precisione: il monastero di Varlaam della Trasfigurazione e di S. Nicola Anapafsa, tre come le componenti della Trinità e pare che la loro installazione in cima a queste meteore, non sia stata effettuata per motivi difensivi, bensì per rappresentare un modello di cristianità che sorveglia dall’alto tutta la Grecia.
Da un punto di vista prettamente scientifico, geologi greci e stranieri, ancora non sono pervenuti ad una unanime conclusione su cosa possa aver originato questo piacevole scherzo della natura. Forse, la teoria più vicina alla realtà è quella del geologo tedesco Philipson: secondo lo studioso, queste enormi masse di roccia sono state create da un conoide di deiezione, cioè dai detriti depositati da un grande fiume che, milioni di anni fa, si versava in un golfo profondo nel mare che allora copriva la Tessaglia.

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