Già nel 2.000 a.C. era in vigore una una cooperazione scientifica tra gli egizi e gli ittiti

Oggi desidero sottoporre alla vostra attenzione un articolo di Peppe Caridi pubblicato su meteoweb.eu 

linea2_b3

Fin dal tempo degli Ittiti, circa duemila anni prima di Cristo, gli egiziani erano noti e mitizzati per lo sviluppo delle scienze, al punto che il re ittita Hattusili III invio’ un messo al faraone Ramesse II con questa lettera: ”mi manderesti uno dei tuoi medici per aiutare mia sorella a rimanere incinta?”.
E’ l’ aneddoto che Massimiliano Franci, uno dei relatori della Giornata Italo-Egiziana della Scienza, organizzata al Cairo proprio per rievocare gli stretti collegamenti tra l’antica cultura araba e quella occidentale, racconta per documentare le sue ricerche archeo-astronomiche delle quali ha parlato a studiosi e accademici riuniti al Cairo, evento seguito dall’ANSA. Il suo lavoro e’ documentato nel libro ‘Astronomia Egizia’, tradotto in arabo e presentato nell’occasione.

ittitiPromossa dall’addetto scientifico dell’ambasciata d’Italia al Cairo, Franco Porcelli, in collaborazione con il Cultnat (Centro Documentazione del Patrimonio Culturale e Nazionale Egiziano), il Museo Galileo di Scienze di Firenze ed il Centro Patrimonio della Scienza dell’Universita’ del Cairo, la giornata e’ stata arricchita da una vetrina di eccezionale interesse. Nei locali dell’universita” accanto alla sala del seminario e’ stata allestita una mostra della ‘Scienza patrimonio comune del Mediterraneo’: insieme con le foto difficilmente reperibili di antichi strumenti scientifici arabi, come un astrolabio piano del XIII secolo in ottone dorato, o un globo celeste di Ibn Said as Sahli, in ottone, del 1084-1085, faceva mostra di se’ una replica del famoso e prezioso Telescopio di Galileo che gli permise di ribaltare la teoria copernicana della Terra centro dell’Universo.

ittiti .1Ma anche una, altrettanto pregiata dal punto di vista della storia della conoscenza e della ricerca, di un microscopio dello stesso Galileo. Per non dimenticare i contributi dell’antica civilta’ egizia e del mondo islamico allo sviluppo dell’Europa medioevale, nella riunione i relatori hanno fatto piu’ volte riferimento alla riscoperta dei testi classici antichi, come ad esempio le opere di Aristotele, salvate dall’oblio, insieme a molte altre, grazie al lavoro di traduttori e studiosi arabi. Tra questi da citare i documenti dei progressi nell’astronomia e nella matematica fatti dal mondo islamico nel decimo secolo, come la scoperta proprio dell’astrolabio, strumento di calcolo astronomico che ha fatto da trampolino di lancio per tutte le ricerche e le acquisizioni successive in materia.

egizi ittiti”E’ dunque impossibile ignorare che senza queste basi – ha rilevato qualcuno degli intervenuti – il Rinascimento italiano nel XV secolo e la nascita della scienza moderna nel XVII sarebbero stati fenomeni molto lontani e diversi. O forse non ci sarebbero stati nei termini che conosciamo”. ”E’ per questo – rileva Ancora Franci – che e’ un grossolano errore parlare di conflitto di civilta” tra Islam e Cristianita’, tra Oriente e Occidente e non battersi per ridare forza a quell’antica collaborazione che ha permesso lo sviluppo delle civilta’ come lo conosciamo”. E conclude l’aneddoto iniziale con la risposta di Ramesse a Khattusili (entrambi piu’ noti nella storia per l’impostante trattato di pace di Qadesh): ”…per quanto riguarda Matanazi, sorella di mio fratello, io tuo regale fratello, la conosco, ha 50 anni? Non e’ vero?! Ne ha certamente 60…nessuno puo’ comporre medicine per lei, per avere bambini…ma io mandero’ un bravo mago e un dotto medico, ed essi potranno preparare medicine per lei per avere figli…”

Questa voce è stata pubblicata in Archeologia, Astronomia, Scienza e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.