Débâcle dell’ufologia

Le generiche perplessità sul fenomeno ufologico le ho trovate sintetizzate in un articolo di Antonio De Comite pubblicato in it.blastingnews.com del quale vi riporto un ampio estratto:

Urge un nuovo e serio paradigma per non far morire la tematica inerente gli oggetti volanti non identificati.

L’estate è notoriamente quel periodo in cui, vuoi per carenza di notizie ‘epocali’, vuoi per l’aumento esponenziale di dicerie senza senso e senza ‘spina dorsale’, esponenzialmente porta alla crescita di illazioni pseudoscientifiche su taluni avvistamenti e ritrovamenti che fanno aumentare, in modo completamente errato, le ‘certezze’ in mano a presunti ricercatori dediti al mistero in genere, e agli UFO.
L’ultimo caso in ordine di apparizione, e di cui ne hanno informato molti organi di stampa online tra cui The Tech Times del 29 luglio 2015, riguarda la scoperta di uno scheletro in Russia, nella zona di Arkaim, – la ‘Stonehenge Russa’ – che, secondo gli archeologi, avrebbe delle caratteristiche ‘anomale’. Si tratterebbe dello scheletro di un uomo, appartenente alla tribù Sarmatim, che visse in quei luoghi circa 2.000 anni fa.
L’anomalia è circoscritta nella conformazione della calotta cranica, allungata e a forma di uovo. E mentre gli archeologi spiegano, correttamente, che l’allungamento cranico non è una rarità tra le antiche etnie e civiltà ed era causato dal legare una corda alle teste sin dall’età infantile, causando la deformazione del cranio con il passare degli anni, gli ufologi ‘credenti’ gridano frettolosamente all’alieno, all’extraterrestre ‘ante litteram’ proveniente da altri pianeti.

Questo sensazionalismo, denigratorio e pericoloso, portato avanti dai cosiddetti ‘extraterrestrialisti’, sta portando ormai alla morte conclamata della seria ufologia, una tematica che potrebbe rinascere concretamente solo se avrà il ‘coraggio’ di mettere definitivamente da parte gli incalliti ‘credenti’ che vedono ‘omini verdi o grigi’ ovunque, ma il problema nasce anche con gli acerrimi oppositori faziosi della realtà UFO che ‘spiegano persino l’inspiegabile’, e che relegano il problema ad ‘illusioni ottiche’. A costoro c’è da dire, come afferma lo scienziato franco-polacco Jacques Vallée, che l’ufologia ‘non è ontologia’, non è filosofia.

L’ufologia, quella vera, studia un fenomeno reale, oggettivo, ma di natura verosimilmente più complessa della ‘macchina aliena con dadi e bulloni’, che è sia di natura materiale, strutturata, ma che interagisce anche sugli esseri viventi, ivi inclusi gli esseri umani, sia sul fisico e sia sulla psiche. Per di più, gli UFO sarebbero in grado di manipolare lo spazio e il tempo, andando logicamente oltre i ‘semplici’ piloti alieni di macchine volanti a forma di disco, sigaro o triangolare, e proverrebbero non già da altri pianeti, ma da ‘universi nascosti’, oppure da universi paralleli che, forse, sarebbero vicinissimi a noi, anziché lontani ‘anni-luce’.

Urge un nuovo e serio paradigma dell’ufologia, affinché la tematica abbia ancora da dire qualcosa di concreto nell’immediato futuro.

 

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