Circa 500.000 anni fa una larga striscia di terra univa la Sicilia e l’isola di Malta

Una larga striscia di terra univa la Sicilia e l’isola di Malta circa 500.000 anni fa. Lo dimostrano i fossili dei piu’ antichi uccelli siciliani, ritrovati nel territorio di Comiso e Ragusa e conservati presso il Museo civico di storia naturale di Comiso.
I reperti, un centinaio di ossa recuperate nel corso degli ultimi vent’anni, appartengono ad almeno trenta specie di uccelli di ambiente temperato caldo. Questi vivevano in ‘compagnia’ dell’elefante pigmeo siciliano (Elephas falconeri) nei pressi di un grande lago che si estendeva per oltre 15 chilometri quadrati, dove adesso si trova la piana di Comiso, e nei pressi dell’attuale altopiano di Ragusa, chiamato Plateau ibleo.

Tra tutte queste specie, ce ne sono tre estinte che erano tipiche di Malta e della Sicilia: un cigno (Cygnus equitum), una gru (Grus melitensis) e un ‘parente’ del corvo la cui specie potrebbe essere ancora nuova per la scienza.
I resti delle specie endemiche di cigno e di gru rappresentano un’ulteriore prova della connessione esistente tra Malta e la Sicilia sud-orientale durante il Pleistocene medio”, spiegano i paleontologi Marco Pavia, del Museo di geologia e paleontologia di Torino, e Gianni Insacco, del Museo di storia naturale di Comiso, che hanno pubblicato i risultati delle loro analisi sul Bollettino della Societa’ paleontologica italiana. ”I fossili di Comiso, in particolare, costituiscono la piu’ antica testimonianza della presenza di uccelli in Sicilia e sono quindi di fondamentale importanza – concludono gli esperti – per comprendere l’evoluzione dell’avifauna siciliana nel corso del tempo”.

fonte: meteoweb.eu

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