Astronomia, Rosetta si è risvegliata

Lunedì sera la sonda spaziale ha inviato il proprio segnale sulla terra dopo due anni e mezzo di “ibernazione”. Gli scienziati di Padova parte del progetto sono già pronti per le prime osservazioni della cometa 67P

Al centro della foto l’italiano Andrea Accomazzo, spacecraft operations manager della missione europea Rosetta

Alle 19.18 di lunedì 20 gennaio 2014 il segnale inviato dalla sonda Rosetta ha raggiunto le antenne della Nasa a Goldstone, in California, e da lì è stato rilanciato al centro di controllo dell’Agenzia spaziale europea Esoc a Darmstadt, vicino a Francoforte.

IL PERIODO DI IBERNAZIONE. La sonda infatti era stata per così dire “ibernata” nel giugno del 2011, dato che la sua traiettoria l’avrebbe di lì a poco portata ad attraversare l’orbita di Giove, una zona di sistema solare in cui la temperatura esterna scende sotto i meno 130 gradi centigradi. La scarsa luce solare a quella distanza non permetteva di tenere attivi i vari sistemi i controllo, ma solo di fornire l’energia necessaria a tenere in temperatura le parti più critiche dell’elettronica, e in particolare il “timer” che avrebbe risvegliato Rosetta esattamente alle ore 11 italiane, e avviato le lunghe procedure di trasmissione verso Terra del segnale.

Come riferisce il professore di Astronomia all’Università di Padova, Cesare Barbieri, lunedì sera si è sciolta così anche la tensione del team padovano parte del progetto, che comprende ricercatori universitari di Astronomia e Fisica, Ingegneria Industriale e dell’Informazione, di Geoscienze, astronomi dell’Inaf Osservatorio astronomico di Padova e del Luxor Cnr, che ha ricevuto una potente iniezione di fiducia. La missione è ancora lunga quasi due anni, ma ieri ha superato indenne forse la fase più critica. Ora sarà in piena operatività per preparare il risveglio dello strumento Osiris, la camera di bordo. Già alle 19.30 di lunedì è iniziato uno scambio di telefonate con i due ricercatori tedeschi che coordinano tutto Osiris: Uwe Keller e il suo più giovane successore Holger Sierks, di base al Max Planck Institute fur SonnenSystemForschung a Goettingen. Telefonate di felicitazioni, ma già di pianificazione della prossima riunione tra un paio di settimane. Rosetta è ancora distante dalla cometa alcuni milioni di chilometri, ma è una distanza che colmerà velocemente nei prossimi mesi. Già a marzo il team padovano spera di fare le prime osservazioni della cometa 67P (dal difficile nome di Churyumov Gerasimenko), per determinarne con la maggior precisione possibile il periodo e il verso di rotazione. Da agosto poi la distanza diminuirà sotto i 100 chilometri e allora Osiris dovrà identificare la miglior zona di superficie cometaria su cui far atterrare il modulo Philae l’11 novembre.“

fonte: padovaoggi.it

 

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