Astronomia: la straordinaria missione della sonda Rosetta, un trionfo del “Made in Italy”

La sonda Rosetta dell’Esa (European Space Agency), che dal 6 agosto 2014 è il primo veicolo spaziale a orbitare intorno a una cometa, la 67P/Churyomov-Gerasimenko a oltre 6 miliardi di Km dal pianeta Terra, è soprattutto un prodotto dell’eccellenza scientifica e tecnologica italiana.
Oltre al ruolo fondamentale dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), le aziende del gruppo Finmeccanica (Selex ES, Telespazio e Thales Alenia Space) hanno dato un contributo essenziale alla missione, non solo per la progettazione e l’esecuzione del lungo volo della sonda verso la cometa, durato 10 anni – fasi coordinate dagli scienziati italiani, Paolo Ferri e Andrea Accomazzo – ma anche per l’ideazione di progetti di ricerca e la realizzazione degli strumenti necessari a Rosetta e al lander Philae per portare a termine il loro compito, studiare da vicino il nucleo della cometa, un’impresa mai tentata prima nella storia.
In particolare sono Made in Italy gli strumenti: Virtis (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer) del quale è principal investigator Fabrizio Capaccioni dell’Iaps (Inaf Roma), che combina 3 canali di osservazione in un unico strumento, due dei quali saranno utilizzati nella ricostruzione della mappa del nucleo utile per selezionare la zona sulla quale far posare Philae quando, a novembre 2014, atterrerà sulla cometa; Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator), principal investigator Alessandra Rotundi dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, strumento in grado di analizzare le polveri e i piccoli grani di materiale presente nella chioma della cometa misurandone le proprietà fisiche e dinamiche, tra le quali la dimensione, il rapporto tra materiale granuloso e quello gassoso, la velocità delle particelle e, infine, Wac (Wide Angle Camera) lo strumento principale della missione Rosetta per la raccolta delle immagini della cometa, sotto la supervisione scientifica di Cesare Barbieri dell’Università di Padova, importante componente di Osiris (l’Optical, Spectrocopic and Infrared Remote Imaging System cioè il sistema di raccolta di immagini a bordo di Rosetta).
Fondamentale, infine, la presenza italiana a bordo del lander Philae con il trapano Sample Drill&Distribution (SD2) realizzato da Finmeccanica-Selex ES che provvederà all’acquisizione e distribuzione dei campioni sul nucleo della cometa ) e di cui è responsabile scientifico Amalia Ercoli Finzi del Politecnico di Milano. Sempre Finmeccanica Selex ES ha realizzato il sottosistema dei pannelli solari del lander.
Anche l’azienda Telespazio è coinvolta nel programma “Rosetta”, dai primi scenari virtuali con il simulatore fino al momento, molto più concreto, del contatto con la cometa.
La missione Esa “Rosetta” consolida, la presenza e l`esperienza di Thales Alenia Space nella realizzazione di satelliti scientifici. L’azienda, joint venture tra Thales 67% e Finmeccanica 33%, ha preso parte alla missione in qualità di contraente principale per le attività di assemblaggio, integrazione e prove del satellite e ha realizzato lo speciale trasponditore digitale di bordo del satellite, essenziale per il collegamento tra la sonda e il centro di controllo Esa di Darmstadt (Germania).

IL CONTRIBUTO ITALIANO ALLA MISSIONE

A rendere possibile una missione da record come Rosetta ci sono anche tanta ricerca e tecnologie italiane. L’Italia e’ sempre stata in prima fila fin dall’ideazione della sonda Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), con la planetologa Angioletta Coradini, scomparsa nel 2011. Oggi partecipa alla missione con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), con le universita’ Parthenope e quella di Padova, Politecnico di Milano, Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Importante la partecipazione dell’industria, con le aziende del gruppo Finmeccanica Thales Alenia Space, Telespazio e Selex ES. Sono italiani i due ricercatori alla guida della missione, Paolo Ferri e Andrea Accomazzo, e degli 11 strumenti a bordo di Rosetta tre sono italiani. Sono lo spettrometro Virtis (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer), di cui e’ responsabile Fabrizio Capaccioni, dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’Inaf (Iaps-Inaf); Giada (Grain impact analyser and dust accumulator), progettato da Luigi Colangeli e del quale e’ responsabile Alessandra Rotundi, dell’universita’ Parthenope. Entrambi questi strumenti sono stati realizzati dalla Finmeccanica Selex ES. Il terzo e’ la camera a grande campo (Wac) che fa parte dello strumento Osiris (Optical, Spectrocopic and Infrared Remote Imaging System), messa a punto da Cesare Barbieri, dell’universita’ di Padova. Fondamentale la presenza italiana anche a bordo del lander Philae, con il trapano SD2 (Sample Drill&Distribution) realizzato da Finmeccanica Selex ES e di cui e’ responsabile scientifico Amalia Ercoli Finzi, del Politecnico di Milano. Sempre Finmeccanica Selex ES ha realizzato il sottosistema dei pannelli solari del lander e i 60 metri quadrati di pannelli della sonda, i piu’ grandi mai realizzati per un programma scientifico dell’Esa. La stessa azienda ha realizzato anche la Nav-Cam (Navigation Camera) che ha permesso la corretta navigazione della sonda nel lungo viaggio fino alla cometa. Contribuisce alla missione Rosetta anche la Telespazio (Finmeccanica-Thales), che ha sviluppato il simulatore della sonda, il sistema di controllo della missione e supporta le operazioni di perforazione del suolo della cometa. La Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica) e’ primo contraente per conto della capocommessa Airbus Defence and Space (prima Astrium) per le attivita’ di assemblaggio, integrazione e prove del satellite. Alla stessa azienda si deve il Deep Space Transponder, la speciale antenna che permette alla sonda di comunicare con la Terra con segnali radio che impiegano oltre 20 minuti per arrivare al centro di controllo Esa in Germania, a Darmstadt.

fonte

Questa voce è stata pubblicata in Astronomia e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.