9 novembre, Beato Gabriele Ferretti

Crivelli_Ferretti Del beato Beato Gabriele Ferretti abbiamo già parlato nella pagina del nostro sito (vedi). Oggi desidero richiamare la vostra attenzione sull’episodio conosciuto come: “I gigli d’oro

Un giorno Gabriele Ferretti, divenuto Superiore del convento di Ancona, comandò ad un fratino, di nome Luigi, di recitare ogni giorno la corona della Beata Vergine.
Ma per una volta fra Luigi aveva dimenticato la recita del Rosario; e, quando il novizio si recò alla mensa, il Beato, interiormente illuminato di ciò, ingiunse al fratino di levarsi dalla tavola e andare in chiesa a compiere l’atto di devozione a Maria. Era trascorso del tempo, ma il novizio tardava a ritornare in refettorio; mandò quindi un altro religioso per vedere… Una visione straordinaria trattenne anche il secondo religioso: un angelo aleggiava sul capo di fra Luigi, che pregava la Vergine, e mentre le labbra del novizio dicevano “Ave Maria”, l’angelo infilava rose e poi, al Gloria, un giglio d’oro… dieci rose e ancora un giglio d’oro….
Nel frattempo si mosse il Beato Gabriele e, giunto in Chiesa, assistette con gli occhi pieni di lacrime all’incantevole spettacolo. Quando la recita della corona terminò, l’angelo depose il serto prezioso sul capo del novizio e disparve!
Il fratino del Beato perseverò poi fino alla morte nella vera devozione all’Immacolata.
Per molti anni nella chiesa di “San Francesco ad Alto” proprio presso l’altare di Maria, nel luogo che era stato teatro di quella visione, restò un soave profumo di rose e di gigli.

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