NASA: scoperti altri 219 pianeti, dieci dei quali abitabili

Dieci nuovi pianeti adatti ad ospitare forme di vita sono stati scoperti grazie al Telescopio Kepler. L’annuncio della NASA.

Nuovo record Kepler. Il Telescopio Spaziale della NASA, lanciato con il preciso obbiettivo di verificare la presenza di nuovi corpi celesti oltre al nostro Sistema Solare, ha individuato ben 219 nuovi pianeti. Gli oggetti, dalle diverse caratteristiche e collocazione, rappresentano per la stragrande maggioranza, dei luoghi inospitali per lo sviluppo di forme di vita, tranne in dieci casi. Si tratta di piccoli pianeti, dalle dimensioni simili alla Terra e quindi di natura rocciosa, che orbitano alla giusta distanza dalla propria stella per poter ospitare acqua allo stato liquido e soprattutto forme di vita.

L’annuncio, pubblicato nell’ambito di una conferenza che ha destato molta curiosità, ha fatto il punto sul lavoro del Telescopio Spaziale che, con questo ottavo catalogo della missione, porta il numero di potenziali mondi alieni a 4.034. Un insieme di corpi celesti di cui 2.335 sono stati verificati come veri e proprio pianeti ed una trentina mostrano caratteristiche ”terrestri” con una natura rocciosa, dimensioni contenute ed una collocazione nella ”fascia abitabile”, ad una distanza che permette la sussistenza di un clima favorevole allo sviluppo di forme di vita extraterrestri. 

fonte: scienzenotizie.it

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Quanto deve misurare un meteorite per estinguere l’uomo?

di  Angelo Petrone

Calcolate le dimensioni di un meteorite in grado di cancellare il genere umano.

Sono tanti i fattori che modificano l’entità dei danni di un meteorite che impatta sulla Terra. Dalle dimensioni all’area dell’impatto le caratteristiche dell’oggetto in grado di sterminare la popolazione umana sono state analizzate da una serie di calcoli elaborati da Brian Toon, uno scienziato dell’Università del Colorado. In pratica, secondo l’esperto, le dimensioni del meteorite dovrebbero raggiungere i 96 chilometri di larghezza. Ma naturalmente anche rocce di dimensioni molto inferiori sono in grado di spingere l’uomo sull’orlo della catastrofe. Un meteorite di 1,6 chilometri, ad esempio, sarebbe in grado di liberare nella stratosfera una quantità di polveri in grado di bloccare la luce solare facendoci precipitare in un inverno atomico.

Spazio: quanto deve misurare un meteorite per estinguere l’uomo?

Il meteorite che decretò la fine dei dinosauri aveva dimensioni comprese tra gli undici ed i dodici chilometri e precipitò in una zona ricchissima di sedimenti. A seguito dell’impatto una quantità inimmaginabile di detriti fu proiettata in atmosfera e, ricadendo, provocò colossali incendi e l’oscuramento del Sole. Il tutto ebbe come effetto il crollo delle temperature; una situazione che portò una notevole scarsità di cibo per i dinosauri che morirono di fame. Quale effetto avrebbe un meteorite di simili dimensioni per gli uomini? Disastrose, ma qualcuno riuscirebbe a sopravvivere utilizzando l’oceano come fonte di cibo. 
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Obbiettivo del Granducato di Lussemburgo: un’agenzia spaziale e una nuova legge nazionale sullo spazio

Il Granducato punta a promuovere in tempi brevi una nuova legge sullo spazio e istituire un’agenzia spaziale, per supportare il progetto di estrazione mineraria dagli asteroidi

Un’agenzia spaziale e una nuova legge nazionale sullo spazio. Sono i due obiettivi ai primi posti dell’agenda del governo del Lussemburgo, che punta ad allinearsi con i principali paesi europei per quanto riguarda la space economy.

Entrambi questi traguardi – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – sono considerati essenziali nella ‘corsa agli asteroidi’ iniziata dal Granducato nell’ambito del progetto Prospector-X, missione sperimentale nell’orbita bassa terrestre che metterà alla prova le tecnologie chiave per l’estrazione mineraria dagli asteroidi.

“Abbiamo scoperto che per sviluppare in modo soddisfacente l’economia di questo nuovo ambito è necessario un impegno che copra diversi aspetti: governativi, legali, nel settore di ricerca e sviluppo”, commenta Etienne Schneider, Ministro delle Finanze del governo lussemburghese (foto a destra).

Per questo il prossimo grande passo è l’approvazione di una legge nazionale che regoli l’economia spaziale a livello pubblico e privato: “Il provvedimento – afferma Schneider – verrà votato nel corso di questo mese, o al più tardi del prossimo”.

La legge spaziale è una tappa obbligata per il raggiungimento del più ambizioso obiettivo di istituire una vera e propria agenzia spaziale.
Il Lussemburgo è attualmente membro dell’ESA, ma ancora non dispone di un’agenzia nazionale: punta a costruirne una con parametri diversi rispetto a quelli seguiti in altri paesi.

“Questa agenzia spaziale – prosegue Schneider – non sarà una copia della NASA o dell’ESA, ma si focalizzerà esclusivamente sull’utilizzo commerciale delle risorse spaziali”.

Per questo sarà impostata fin da subito come un connubio tra governo e aziende, con fondi pubblici e privati.

Non mancheranno infine le collaborazioni internazionali: due aziende statunitensi specializzate in asteroid mining,  Deep Space Industries e Planetary Resources, hanno già avviato un partenariato con il governo del Lussemburgo. Previsti anche accordi con ispace, compagnia giapponese che ha partecipato al Google Lunar X Prize, e Blue Horizon, spinoff dell’azienda tedesca OHB.

Un piano ambizioso, che in un certo senso lancia una sfida alle altre nazioni leader dell’industria spaziale: “Sono piuttosto sicuro – conclude Schneider – che in qualcosa come 10 anni da ora la lingua ufficiale dello spazio sarà il lussemburghese”.

 
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Scoperto un nuovo “parente stretto” della Terra, potrebbe ospitare acqua allo stato liquido

Un nuovo pianeta extrasolare di tipo roccioso poco più grande della Terra è stato scoperto grazie al Telescopio Nazionale Galileo

Foto: Visione d’artista del sistema GJ 625. Crediti: Gabriel Pérez, Smm (Iac)

Gli astronomi hanno catturato un nuovo parente stretto della Terra. Si trova a soli 21 anni luce dal Sistema Solare, al confine della cosiddetta fascia di abitabilità di una stella nana rossa, GJ 625, con massa e dimensioni pari a circa un terzo di quelle del Sole. I dettagli del nuovo mondo sono illustrati in uno studio pubblicato sull’archivio on line arXiv.org.

È un pianeta di tipo roccioso, battezzato GJ 625 b, con una massa quasi tre volte quella terrestre. Impiega circa 14 giorni e mezzo per compiere un’orbita completa intorno alla propria stella madre. La sua distanza da GJ 625 è, infatti, di appena 0,08 Unità Astronomiche (UA). Una distanza ravvicinata, se si pensa che Mercurio orbita intorno al Sole a una distanza media di 0,38 UA.

Per le sue caratteristiche il nuovo arrivato è stato, quindi, definito una Super-Terra. Un pianeta, cioè, la cui massa è più grande di quella della Terra, ma non abbastanza da superare la massa di Nettuno.

A individuare il nuovo vicino di casa del Sistema Solare – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – è stato un team di astronomi del Canary Islands Institute of Astrophysics. Gli studiosi hanno utilizzato lo spettrografo HARPS-N (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher for the Northern hemisphere) del Telescopio Nazionale Galileo (TNG) dell’INAF, presso l’Osservatorio Roque de Los Muchachos, alle Canarie.

La caccia a GJ 625 b è durata tre anni e mezzo. La tecnica adoperata per scovare questo nuovo pianeta extrasolare è quella della cosiddetta velocità radiale, basata cioè sulla misura delle variazioni di posizione e velocità della stella madre intorno alla quale orbita il pianeta.

Gli scopritori di GJ 625 b non escludono che il pianeta possa ospitare acqua allo stato liquido. Ma sottolineano che “saranno necessarie nuove osservazioni per confermare questa ipotesi”. 

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