Un nerissimo e misterioso sarcofago trovato in Egitto

Un nerissimo e misterioso sarcofago è riemerso casualmente ad Alessandria d’Egitto. I ricercatori, che hanno datato il reperto al periodo Tolemaico, non riescono a capire a chi appartenga, ma lo strato di calce, che sigilla la tomba, ci dice che è rimasta incredibilmente nascosta, sotto una città di quasi 4 milioni di abitanti, per più di 2000 anni.

Un misterioso e inquietante sarcofago nero, vecchio 2000 anni, è stato ritrovato nella città di Alessandria di Egitto. Gli archeologi non sono ancora riusciti a capire chi o cosa contenga, ma una strana testa di alabastro trovata nelle sue vicinanze e le enormi dimensioni dell’inusuale tomba, potrebbero essere un indizio. C’è grande fermento in tutta la comunità scientifica e archeologica, poiché oramai è molto raro trovare una tomba egiziana totalmente intatta e con ancora tutti i suoi segreti da svelare.

Il sarcofago di granito nero è situato a 5 metri di profondità. Secondo Il Dott. Mostafa Waziri, segretario generale del consiglio supremo delle antichità, le sue dimensioni sono imponenti: ha un’altezza di 185 cm, lunghezza 265 cm e larghezza di 165 cm e lo collocano fra i più grandi mai ritrovati ad Alessandria. Secondo Il Dott. Ayman Ashmawy uno strato di calce dimostra che l’antica tomba, risalente al periodo Tolemaico 300 ac (quando la potenza Roma era ancora limitata alla penisola italica), è rimasta nascosta ai tombaroli, cosa rarissima in Egitto, visto l’enorme valore che possono avere al mercato nero i reperti Egizi. All’interno è stato anche trovato un busto in marmo di un uomo, che potrebbe raffigurare il proprietario della tomba, ma purtroppo il tempo ha sfigurato i connotati della statua, donando ancora più mistero alla scoperta.

Il sarcofago è stato ritrovato ad Alessandria d’Egitto, una città di quasi 5 milioni di persone a nord del paese, fondata dal grande Alessandro Magno e a lui dedicata. Grazie ad una legge del governo egiziano che vuole che prima di costruire un nuovo palazzo si scavi alla ricerca di reperti, gli operai hanno rinvenuto, in al-Karmili Street nel distretto di Sidi Gaber, questo inusuale sito funerario. Ma la tomba di questo antico egiziano dai gusti molto “dark” non è l’unica meraviglia che Alessandria ci sta ridonando. Ultimamente è riemersa dalle polveri del tempo l’antica e mitica Biblioteca di Alessandria, la più grande e famosa dei tempi antichi ove, per fare un esempio, studiò il grande Archimede. Gli archeologi si sono messi anche sulle tracce di una delle 7 meraviglie del mondo: il grande faro di Alessandria, sepolto da qualche parte nel golfo della città.

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tratto da: scienze.fanpage.it

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La NASA ha trovato un modo per aprire un buco nello spazio-tempo?

Il seguente articolo è stato scritto da Terrence Aym.

Un ricercatore di fenomeni atmosferici sconosciuti ha fornito prove che la NASA sta conducendo esperimenti incredibili, forse anche in collaborazione con HAARP. Egli ritiene che gli scienziati hanno trovato un modo per aprire un buco nello spazio-tempo.

Christopher Everard, scrittore e regista,  sta cercando di portare alla luce ad un mondo incredulo la prova che la NASA ha intrapreso una serie di esperimenti ad alta energia “buchi  nello spazio-tempo”, attraverso intense sfere di energia, che sono guidate da vortici, o wormholes.

Everard sta raccogliendo testimonianze dirette degli esperimenti condotti negli strati superiori in tutto il mondo. Segnala inoltre sulla sua pagina di Facebook, che ha esaminato gli studi che stanno comparendo sul sito ufficiale della NASA e delle università e laboratori di ricerca che sono legate all’esperimento.

Lo scopo della creazione di simili sistemi di propulsione alla Star Trek  sembra essere la grande missione della NASA come razzi chimici standard e la tecnologia spaziale vengono presi in consegna da parte dell’industria privata.

Everard sostiene che i “wormholes” sono già stati creati in almeno tre paesi. I testimoni hanno fotografato vortici a spirale in l’Australia, la Russia e la Cina.

Il vortice australiano può essere collegato all’attività di HAARP e agli esperimenti degli Stati Uniti, mentre i vortici ad alta energia visti in Russia e la Cina possono essere rivelatori esotici, esperimenti fisici di alta energia per la propulsione nello spazio di queste nazioni.

Secondo quanto riferito, una certa scienza che supporta questi esperimenti si possono trovare nella documentazione di ricerca all’avanguardia quali: Assessing Potential Propulsion Breakthroughs. New Trends in Astrodynamics and Applications, Edward Belbruno, (ed.). Annals of the New York Academy of Sciences. [PDF] Another is Quantum Vacuum Energy: Study of Vacuum Energy Physics for Breakthrough Propulsion. Tutti studi sulla nuova forma di propulsione.

Secondo Everard, la NASA ha cessato ufficialmente la sua ricerca su le nuove applicazioni tecnologiche e ‘wormhole’ nel 2009.

Ma Everard è convinto che la NASA si sta interessando sullo spazio-tempo. Egli dice che la ricerca tecnologica continua,sono stati consegnati i progetti “nascosti” dei militari, ed è stato sviluppato in stanze segrete del Pentagono da appaltatori militari, ed ora sta diventando tutto altamente segreto.

Egli afferma anche che le foto del satellite ad alta definizione sull’Area 51, ne rivela che le continue sperimentazioni sono legati allo sviluppo di un sistema di propulsione spaziale attraverso ‘energia del vuoto’.

Everard sta lavorando a un rapporto dettagliato del progetto che dovrebbe apparire in un prossimo numero della rivista Feed Your Brain Magazine.

Per coloro che hanno dubbi su tutto ciò, Everard li invita a visitare l’Harvard University’s Wormhole Research (program Wormhole), dove “stanno seguendo l’approccio wormhole incanalato, il tipo Lorentzien.”

La NASA ha anche fornito un campione di ricerca in corso con Glenn Research Center, dal suo sito web per porre la domanda: “Ha  quando la Propulsione a curvatura?”

Dall’altra parte dello spettro, la scienza, scrive la scrittorice americana Sylvia Engdahl, ritiene che tali accuse stiano alimentando un nuovo “Space Myth” che si sta diffondendo attraverso la società. Nel suo libro di 16 pagine “La nuova mitologia della Space Age” lei sfida molti miti dell’era spaziale e si collega alla fantascienza per molti reclami da ricercatori vigenti in materia, come sul pianeta Nibiru, gli antichi astronauti, tecnologia aliena segreto e altro ancora.

 

Fonte : Hackthematrix
tratto da: nibiru2018.altervista.org
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Prove di antichi esseri extraterrestri custodite nel museo nazionale dell’Iraq?

Paola Froelich scrittrice e giornalista americana che cura un blog sull’Huffington Post rende noto di alcuni manufatti davvero interessanti e dall’aria di essere “poco terrestri” per ciò che raffigurano custoditi nel Museo Nazionale dell’Iraq a Baghdad.
Il Museo Nazionale dell’Iraq è uno dei musei più spettacolari che poche persone hanno la fortuna di vistare e custodisce opere d’arte e manufatti di epoca sumera, babilonese, accadico, assira e caldea, tutte collezioni che non hanno nulla da invidiare al Louvre di Parigi o al Metropolitan Museum of Art di New York.
Paola Froelich che di recente si è recata in visita al museo ha notato un reperto molto curioso: un vaso di ceramica che presenta bassorilievi di strani esseri umanoidi che attualmente non hanno ancora ricevuto una spiegazione valida dal mondo scientifico.
Questo antico vaso che è stato datato tra il 6000 e il 4000 a.C., fu trovato abbandonato in una stanza sul retro del Museo. Nonostante i saccheggi avvenuti durante la sciagurata guerra del 2003 a Baghdad il deposito divenne un tale disastro ma il vaso e altri reperti furono trovati perfettamente integri. 
Con una certa divertita ironia, la giornalista invita a osservare le strane figure umanoidi del vaso, sollevando interrogativi più che doverosi:
“E’ vero che la grafica di allora non era del tutto realistica, ma gli autori sapevano quello che stavano disegnando e queste figure non sembrano affatto umane!”.
Lo strano essere ribattezzato dalla Froelich “Xorx” presenta: 
“grandi occhi sporgenti, strane braccia sinuose, niente capelli, più di cinque dita, niente labbra, corpo stranamente allungato. L’umanoide ha tutta l’area di essere un alieno”, afferma.
Paola Froelich all’interno del Museo Nazionale dell’Iraq
La giornalista conclude:
“Ok, va bene. Io non sono matta e non sono nemmeno un’appassionata telespettatrice della serie Enigmi Alieni di History Channel. Sto solo dicendo che nel Museo Nazionale dell’Iraq c’è un po’ di arte strana, inspiegabile. Se questa non è la prova di antichi alieni sulla Terra, allora non so proprio cosa sia”.
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La più grande luna di Plutone scoperta 40 anni fa: Caronte

La scoperta di Caronte è avvenuta per caso il 22 giugno del 1978, mentre i due astronomi erano impegnati in calcoli relativi all’orbita di Plutone

Credit: NASA/JHUAPL/SwRI

Veniva scoperto 40 anni fa, nel 1978, Caronte, il satellite naturale più grande del pianeta nano Plutone. La luna è stata osservata dagli astronomi James Christy e Robert Harrington grazie all’osservatorio Navale a Flagstaff, in Arizona.

La scoperta è avvenuta per caso il 22 giugno del 1978, mentre i due astronomi erano impegnati in calcoli relativi all’orbita di Plutone, ed è stata confermata il 2 luglio 1978.

E’ stato solo il primo passo di una lunga avventura che ha portato anche alla missione della sonda New Horizons, che ha inviato a terra immagini di Plutone e Caronte, 40 anni dopo quelle che hanno consentito ai due scienziati di rilevarne l’esistenza.

La missione New Horizons ha un grande debito di gratitudine verso Christy” ha dichiarato il responsabile scientifico Alan Stern. Oggi, grazie alle immagini della sonda, si è scoperto che Caronte ha subito uno sconvolgimento geologico: gli scatti hanno rivelato la presenza di un canyon lungo oltre 1.600 km, un possibile indicatore dell’esistenza di un oceano sotterraneo che si è congelato, aumentando di volume e provocando la rottura della superficie.

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