Rinvenuta misteriosa testa in bronzo di 6000 anni a S.Francisco

 In attesa di scoprire se si tratta di una bufala, vi segnalo quanto sotto


HeadOnlyE’ La più antica statua in bronzo al mondo sinora ritrovata.
Una misteriosa testa californiana… Un artefatto di bronzo risalente a oltre 6000 anni fa è stato recentemente scoperto nel Golden Gate Park a San Francisco in California. L’artefatto, che è una testa scolpita in bronzo sembra voler rappresentare una creatura mitologica con orecchie a punta e un naso elefantino, ed è stata scoperta da una dipendente del parco che era intenta a piantare fiori vicino ad uno dei sentieri del famoso parco americano. "Ho subito pensato fosse un oggetto fantastico", ha detto Delaine Hackney che ha trovato la testa di bronzo. "Sono stato io a mostrarlo al mio amico che insegna archeologia a Berkeley dicendo che non aveva mai visto nulla di simile e se poteva essere prezioso"
DelaineL’artefatto infatti si è rivelato molto più prezioso di ciò che Odder Delaine poteva pensare. Il suo amico, il dottor Cindy O’Brian ha portato la scultura a Berkeley nel dipartimento archeologico dove ha fatto una serie di test tra cui l’isotropa per risalire alla data della testa di bronzo che è risultata circa 4000 avanti Cristo.
Questo fa si che sia il il più antico artefatto di bronzo mai trovato, visto che è più vecchio di 500 anni dei primi oggetti di bronzo ritrovati in Cina e databili circa 3000 a 3500 A.C.
La strana statua porta con la sua presenza tante domande:
La statua è stato portata nel parco o vi è sempre stata? Se qualcuno la portata, chi e in che epoca l’ha perduta nel Golden Gate Park? A che coltura va associata? Se invece fosse stata sempre li a che civiltà appartiene? Forse il bronzo era utilizzato nelle Americhe prima che in Cina?
In tutti i casi la statua dà prova del fatto che l’uomo antico aveva la capacità di creare bronzo molto prima quindi pensato in precedenza. L’università di farà ulteriori test per confermare la data, nonché dettagliate analisi del bronzo e della pietra blu degli occhi .
"Speriamo che ci confermino la datazione isotropa e che si possa scoprire che tipo di creatura la statua rappresenta", ha dichiarato il Dr Cindy O’Brian. "Se saremo in grado di capire ciò che la statua rappresenta dovremmo essere in grado di trovare la cultura che ha creato la statua.
Abbiamo anche intenzione di tornare al sentiero dove la statua è stata trovata e vedere se siamo in grado di scoprire altri indizi per la sua origine ".
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35 piccole piramidi sono state scoperte a Sedeinga, in Sudan

Almeno 35 piccole piramidi, e numerose tombe, sono state scoperte nel sito di Sedeinga, in Sudan. Risalgono a circa 2.000 anni fa, un periodo durante il quale fioriva il regno di Kush, apparentemente influenzato dall’architettura funeraria egizia.

Scoperte tra il 2009 e il 2012, i ricercatori sono rimasti sorpresi di quanto siano densamente concentrate le piramidi. Nella sola stagione del 2011, il team ha scoperto 13 piramidi in un’area di 500 metri quadrati.A Sedeinga, dicono i ricercatori, la costruzione delle piramidi continuò per secoli. “La densità è enorme”, ha detto il ricercatore Vincent Francigny, direttore degli scavi. “Costruirono sempre più piramidi e dopo secoli cominciarono a riempire tutti gli spazi che erano ancora disponibili nella necropoli”.

Le più grandi piramidi scoperte sono larghe circa 7 metri alla base, mentre la più piccola – probabilmente costruita per la sepoltura di un bambino – misura soltanto 75 centimetri di lunghezza. Le parti superiori delle piramidi non sono più attaccate, ma Francigny sostiene che sarebbero state decorate con una punta di pietra raffigurante o un uccello o un fiore di loto sulla cima di un globo solare. La costruzione di piramidi continuò fino a quando, alla fine, finì lo spazio: “Raggiunsero un punto in cui era così pieno di persone e tombe che dovettero riutilizzare le più antiche”, ha detto Francigny.

Curiosamente, queste piramidi hanno una sorta di cupola interna collegata agli angoli. Rimane un mistero il perché la gente di Sedeinga amasse questo design, visto che al di fuori della città se ne conosce solo un esempio simile. Tale struttura “non migliorava né la solidità né l’aspetto esterno del monumento”, scrivono i ricercatori.Una scoperta fatta nel 2012 può però fornire un indizio. “Quello che abbiamo trovato è molto interessante”, ha detto Francigny. “Una tomba di un bambino coperta solo da una specie di cerchio, quasi completo, di mattoni”. È possibile, ha continuato, che quando si cominciarono a costruire le piramidi a Sedeinga venne mantenuta la tradizione locale di costruire cerchi.

Le tombe accanto alle piramidi sono state in gran parte saccheggiate, forse nell’antichità. I ricercatori hanno tuttavia trovato resti scheletrici e, in alcuni casi, manufatti. Uno dei reperti più interessanti è stata una tavola da offerta che sembra rappresentare la dea Iside ed il dio Anubi e comprende l’iscrizione, scritta in lingua meroitica, dedicata a una donna di nome “Aba-la”, che potrebbe voler dire “nonna”.

L’iscrizione recita:
Oh Iside! Oh Osiride!
È Aba-la.
Falle bere molta acqua;
Falle mangiare molto pane;
Falle servire un buon pasto.


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Recuperati, nelle acque antistanti Gela, reperti del V secolo a.C.

Nuova scoperta archeologica nelle acque antistanti Gela, in provincia di Caltanissetta. Alcuni reperti di notevole valore scientifico, tra cui tre coppe ad orlo rientrante biansate risalenti al V secolo a.C. e frammenti di anfore della medesima epoca e di epoche piu’ recenti, sono stati rinvenuti nello specchio d’acqua antistante contrada Bulala, a pochi chilometri ad est di Gela.
Dopo la segnalazione di un subacqueo, infatti, i tecnici della Soprintendenza del Mare Stefano Zangara, Roberto Garufi ed Alessandro Urbano, coordinati dal soprintendente Sebastiano Tusa, hanno effettuato una vasta perlustrazione dell’area coadiuvati dai subacquei dell’Arma dei carabinieri.
Oltre alle coppe e ai frammenti di anfore e’ stata recuperata anche un’antefissa in terracotta, elemento della copertura dei tetti posto sulla testata delle travi o dei coppi di gronda.
La parte antistante dell’antefissa presenta l’immagine della Gorgone realizzata in bassorilievo. La ben nota figura della mitologia greca e’ realizzata secondo i canoni dell’arte arcaica, a stampo, con un arco di capelli ondulati che incorniciano in alto il volto contratto in atteggiamento ghignante che riempie le gote. Presenta, come di consueto, la bocca semiaperta con la lingua di fuori spinta verso il basso. La presenza di tale figura terrifica aveva un carattere apotropaico, cioè  di difesa dal malocchio e dalle forze negative, e veniva posta generalmente sui frontoni dei templi e sul colmo dei tetti a protezione simbolica degli edifici.

Antefissa con testa di Gorgona – Museo Pushkin

L’antefissa risale alla prima meta’ del VI secolo a.C. e rappresenta uno degli oggetti più  antichi ritrovati finora nelle acque siciliane. L’antefissa ed i reperti recuperati sono con molta probabilità oggetti provenienti da carichi di navi dispersi che le mareggiate provocate dai forti venti di Ponente spingono verso la spiaggia di Bulala.
E’ per questo che, grazie ad un’ordinanza della Capitaneria di Porto, la zona e’ parzialmente interdetta all’immersione per proteggere i reperti che certamente ancora i fondali gelosamente custodiscono. I reperti sono stati depositati presso il Museo Archeologico regionale di Gela dove sono stati già  sottoposti ad un primo trattamento conservativo di desalinizzazione.

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Nella notte appena trascorsa, la PRIMAVERA è fiorita a Palermo

Chi è solito leggere pagine di questo blog sa che orbito intorno alla mitologia e di mitologia intendo parlare riferendomi alla leggendaria impresa di un gruppo di ragazzi che ci richiama Proserpina, la dea che permise il fiorire della PRIMAVERA in Sicilia.
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Scudetto_PalermoEbbene, nella notte appena trascorsa, la PRIMAVERA fiorì a Palermo donando, per la prima volta nella storia, il primo scudetto ai giovani rosanero che entrano nell’albo d’oro del campionato dei giovani grazie alla vittoria per 1-0 in extremis contro il Siena.

Hernandez, autore della doppietta nei quarti contro la Juve, "Dedico il gol al presidente Zamparini – dice l’uruguaiano a fine partita – che domani compie gli anni. È stata la gioia più grande da quando sono qui a Palermo". In lacrime il tecnico Rosario Pergolizzi: "È un’emozione fortissima, che dedico a tutti noi del settore giovanile. Questi ragazzi hanno un grande futuro davanti".

Scusatemi la digressione ma il mio vecchio cuore palermitano mi ha imposto di gioire!

Gaetano

 

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