Tritone, un satellite di Nettuno

Nella mitologia greca Tritone è un figlio del dio greco del mare, PoseidoneNettuno per i romani. Con la metà superiore in forma umana e quella inferiore a forma di pesce, Tritone nuotava tra le acque del suo padre, così come il satellite omonimo gira intorno al proprio pianeta, Nettuno, scoperto il 23 settembre 1846 da Urbain Jean Joseph Le Verrier e verificato da Johann Gottfried Galle . Solo diciassette giorni dopo, il 10 ottobre, William Lassell scoprì il suo satellite naturale principale, Tritone.

Il nome Tritone fu proposto da Camille Flammarion nel 1880. Una curiosità è quella che William Lassell non aveva pensato di battezzare questo corpo celeste da lui rivelato, mentre pochi anni più tardi ha dato i nomi alle sue successive scoperte.
Tritone è uno dei più massicci satelliti del sistema solare (precisamente il settimo, dopo Titano, la Luna e quattro satelliti medicei di Giove) ed è caratterizzato da un’attività geologica particolarmente intensa. Infatti, sulla sua superficie sono visibili numerosi geyser, una tipologia di sorgente di acqua calda che ha della eruzioni periodiche che creano delle colonne di acqua e vapore. La superficie del satellite è relativamente recente e povera di crateri, con valli e canyon particolarmente estesi. Si ritiene che il corpo sia stato catturato dall’attrazione gravitazionale di Nettuno.

Tritone ha un’orbita in direzione retrograda rispetto al pianeta, a differenza di tutti gli altri satelliti principali del sistema solare. È in rotazione sincrona con Nettuno e la sua orbita è in decadimento costante.
Possiede un’atmosfera che ha origine all’interno del corpo celeste e si compone per lo più di azoto e di metano. Ci sono anche alcune tracce di argon e di monossido di carbonio. Particelle di polvere vengono trasportati da fortissimi venti per tutto il globo e sono presenti delle nubi sottili alchuni chilometri che sorvolano la superficie. 
Attualmente Tritone sembra essersi surriscaldato in modo significativo, con le conseguenze di un aumento della pressione atmosferica che si è quasi raddoppiata dal periodo in cui Voyager 2 si era avvicinato per esplorarlo.

Un mosaico di immagini di Tritone ottenute dalla sonda spaziale Voyager 2 nel 1989

Vita su Tritone
Qualche volta si è ipotizzato che Tritone possa ospitare forme di vita acquatiche, ma che non assomiglierebbero alla vita sulla Terra, per le temperature esterne del satellite, per le condizioni ambientali di azoto e di metano, e per il fatto che si trova all’interno della magnetosfera di Nettuno. Questa ipotesi della vita extraterreste è stata considerata in base all’attività geologica della luna e il possibile riscaldamento mareale quando fu catturata da Nettuno.

I fratelli di Tritone
L’ultimo satellite naturale di Nettuno scoperto è Psamate. Fu rivelato nel 2003 dal gruppo di ricerca di Matthew HolmanAlimede, Despina, Galatea, Laomedea, Larissa, Naiade, Nereide, Neso, Proteo, Sao e Talassa sono gli altri undici “fratelli” di Tritone, tutti scoperti nel ventesimo secolo, tra il 1949 e il 2003.
A parte Tritone, che ha un diametro di duemilasettecento chilometri, gli altri “figli” di Nettuno hanno un diametro compreso tra i quattrocentocinquanta chilometri circa e i ventotto chilometri.

fonte: http://www.tanogabo.it/astronomia/Tritone.htm

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